Movida violenta a Bolzano: quattro Daspo Willy dopo minacce, risse e vandalismi
Dalle minacce col posacenere alle auto danneggiate: i provvedimenti nei confronti di tre giovani stranieri e di un quarantenne residente in città. Per tre anni non potranno frequentare bar, pub e aree della movida dove si sono verificati gli episodi contestati
BOLZANO. Quattro persone ritenute protagoniste di episodi di violenza, minacce e comportamenti molesti durante la movida cittadina sono state colpite dal Questore di Bolzano, Giuseppe Ferrari, con altrettanti D.A.C.Ur., i Divieti di accesso a pubblici esercizi o locali di pubblico intrattenimento conosciuti anche come “Daspo Willy”. I provvedimenti, della durata di tre anni, sono stati adottati nell'ambito delle attività di controllo straordinario ad "Alto Impatto" coordinate dalla Polizia di Stato con il supporto di carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia municipale ed Esercito per prevenire episodi di illegalità nelle aree della movida.
Il primo caso risale alla serata del 5 giugno. Intorno alle 20.30 un cittadino straniero di 23 anni, in evidente stato di alterazione alcolica, avrebbe creato problemi all'esterno di un bar di via della Posta. Secondo la ricostruzione della Questura, dopo aver infastidito una dipendente del locale, il giovane avrebbe afferrato un posacenere in vetro minacciando le persone presenti. Successivamente si sarebbe allontanato dirigendosi verso via dei Cappuccini, dove è stato rintracciato e fermato dagli agenti impegnati nel servizio di controllo del territorio. Per lui è scattata una denuncia per minacce aggravate e possesso ingiustificato di oggetti atti ad offendere. Con il D.A.C.Ur. non potrà frequentare per tre anni gli esercizi pubblici di via della Posta e numerose altre aree del centro storico, tra cui piazza della Parrocchia, via Goethe, via della Mostra e la stessa via dei Cappuccini.
Altri due provvedimenti sono stati emessi nei confronti di due cittadini stranieri di 25 e 26 anni che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la stessa sera avrebbero partecipato ai disordini insieme al ventitreenne. I due sarebbero entrati in un esercizio commerciale di via Goethe, infastidendo clienti e personale. L'intervento immediato delle pattuglie del servizio "Alto Impatto" avrebbe evitato che la situazione degenerasse ulteriormente. Entrambi sono stati denunciati per tentato furto in concorso e minaccia aggravata. Anche per loro è scattato il divieto triennale di accesso ai locali della zona di piazza delle Erbe e delle aree limitrofe, comprese piazza Domenicani, via della Mostra, via Museo e le strade circostanti, con il divieto di sostare nelle immediate vicinanze.
Il quarto D.A.C.Ur. riguarda invece un quarantenne residente a Bolzano, coinvolto in un episodio avvenuto nella serata del 14 giugno. Gli agenti della Squadra Volante erano intervenuti in un pub di via Parma per una segnalazione di rissa. Durante gli accertamenti, l'uomo è stato individuato poco dopo in via Milano, dove avrebbe danneggiato alcune auto in sosta utilizzando un bastone. Secondo la Questura, si trovava in uno stato di alterazione presumibilmente legato all'assunzione di alcol e avrebbe inoltre insultato e minacciato i poliziotti intervenuti. Nei suoi confronti è stata presentata denuncia per oltraggio e minaccia a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato e porto di oggetti atti ad offendere. Il provvedimento gli vieta per tre anni di frequentare il locale teatro dei fatti e numerosi esercizi pubblici delle vicine via Milano, via Sassari e via Gutenberg.
I D.A.C.Ur., noti come "Daspo Willy" in memoria di Willy Monteiro Duarte, il giovane ucciso a Colleferro nel 2020 mentre tentava di difendere un amico, rappresentano una misura di prevenzione che consente al Questore di vietare l'accesso a locali pubblici e aree di intrattenimento a soggetti denunciati per reati legati a violenze, disordini, minacce, resistenza a pubblico ufficiale, reati contro la persona o il patrimonio e violazioni in materia di armi. La misura può essere applicata anche ai minori che abbiano compiuto 14 anni. L'istruttoria dei quattro provvedimenti è stata curata dalla Divisione Anticrimine della Questura di Bolzano.