Ricostruire e
analizzare tutti i
ghiacciai presenti sul nostro
pianeta grazie a un
nuovo modello di Intelligenza Artificiale. Si chiama
IceBoost v2.0, è stato
addestrato con oltre
7 milioni di misure e il suo sviluppo è stato coordinato da Niccolò Maffezzoli, dell’Università Ca’ Foscari Venezia e Istituto di scienze polari del Consiglio nazionale delle ricerche, e
pubblicato sulla rivista Scientific Data. Il modello combina i dati relativi a oltre 7 milioni di misure di
spessore del ghiaccio raccolte in diverse aree del pianeta con
26 variabili fisiche e geometriche, come
pendenza e
curvatura del terreno, velocità del ghiaccio, temperatura, e in questo modo ricostruisce, punto per punto, lo spessore del ghiaccio e quindi il volume di ogni ghiacciaio dal pianeta,
escluse le
calotte polari. Secondo la
nuova stima, i ghiacciai del pianeta contengono circa
150 mila chilometri cubi di ghiaccio, equivalenti a
32,3 centimetri di
innalzamento del
livello medio del
mare, nel caso di
fusione completa di tutti i ghiacciai (esclusi Antartide e Groenlandia). “La distribuzione dello spessore del ghiaccio è una variabile fondamentale per i modelli glaciologici e climatici”, ha detto Maffezzoli. “Per
prevedere come
evolveranno i
ghiacciai al 2100 e il loro
contributo all’innalzamento del livello dei mari serve conoscerne lo stato attuale con il maggiore dettaglio possibile”. Il nuovo modello offre una base utile anche per
orientare future
campagne di
misura e pianificare investimenti scientifici. I ghiacciai infatti alimentano fiumi, ecosistemi, agricoltura e comunità locali supportando un totale di 1,9 miliardi di persone in tutto il globo, conoscere meglio lo spessore e il volume del ghiaccio aiuta a costruire
scenari più affidabili sulla
disponibilità futura di
acqua dolce, specialmente nelle zone più aride che si stanno desertificando, come il Sud America.