Alla Certosa di San Giacomo arriva la 'Veduta di Capri con il Monte Solaro' di Hackert
Alto Adige

Alla Certosa di San Giacomo arriva la 'Veduta di Capri con il Monte Solaro' di Hackert

Martedì 11 agosto 2026
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(ANSA) - ROMA, 11 AGO - Eseguita nel 1792 per Ferdinando IV di Borbone, "Veduta di Capri con il Monte Solaro" dall'artista tedesco Jakob Philipp Hackert, una delle prime e tra le più importanti rappresentazioni moderne del paesaggio caprese, arriva nell'isola alla Certosa di San Giacomo.
    L'opera, una gouache su carta in prestito dalla Reggia di Caserta, sarà esposta per la prima volta nell'isola che l'ha ispirata, all'interno della mostra "Il mito di Capri. A duecento anni dalla scoperta della Grotta Azzurra (1826-2026)", curata da Massimo Osanna e Luca Di Franco e in corso fino al 18 ottobre.
    L'esposizione ripercorre il processo che, tra Sette e Ottocento, ha trasformato l'isola da luogo appartato e difficilmente accessibile del Golfo di Napoli in una delle mete più celebrate dell'immaginario europeo. Seguendone la progressiva costruzione del mito moderno attraverso dipinti, disegni, libri, reperti archeologici e testimonianze d'epoca, il percorso ricostruisce la stagione che ha visto l'isola affermarsi come luogo d'elezione per artisti e viaggiatori.
    All'interno dell'itinerario espositivo il quadro del "primo pittore di corte" Hackert assume un ruolo chiave nel passaggio dalla cultura vedutistica settecentesca alla successiva interpretazione romantica del paesaggio caprese.
    "Con soddisfazione - afferma Antonio Tarasco, direttore generale ad interim della Reggia di Caserta - annunciamo il prestito della Veduta di Capri con il Monte Solaro. La collaborazione con i Musei e Parchi Archeologici di Capri è espressione tangibile dei principi della Convenzione di Faro: valorizzare il patrimonio come legame vivo tra comunità, territori e storie".
    Luca Di Franco, direttore dei Musei e Parchi Archeologici di Capri sottolinea come il prestito concesso dalla Reggia di Caserta rappresenti "un segno concreto di collaborazione tra gli istituti del Ministero della Cultura" testimoniando come "la condivisione del patrimonio possa generare nuovi percorsi di conoscenza e valorizzazione". (ANSA).
   

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