Nessuna nuova fisica, la particella creduta ribelle obbedisce alla teoria
Alto Adige

Nessuna nuova fisica, la particella creduta ribelle obbedisce alla teoria

Martedì 18 agosto 2026
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Arriva unnuovo tasselloper tentare di risolvere uno dei maggiorirompicapo della fisica: l’asimmetriache esistetra materia e antimateria. Sono i dati dell’esperimentoMuon g-2realizzato al Fermilab, del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, che vede un’importante partecipazione italiana con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. I nuovi dati sonoonline su arXiv, la piattaforma di articoli non ancora revisionati dalla comunità scientifica e sottoposti alla rivista Physical Review Letters.

Muon g-2 è il più recente di una serie di esperimenti che da decenni misurano leproprietà delle particelle elementari chiamatemuoni, simili agli elettroni ma con una massa 200 volte maggiore e molto instabili. Da alcuni anni questo esperimento sta facendo parlare di sè, dopo che i dati pubblicati nel 2021e nel2023 avevano indicatoimportanti discrepanzetra ivalori teoricideimuoni previsti dalla teoria di riferimento della fisica, il Modello Standard, e le misure reali. Avevano quindi fatto pensare al muone come a una particella ‘ribelle’ capace di aprire così le porte a una nuova fisica.

Nell'aprile 2026 erano stati pubblicati i primi dati dell’esperimento Muon 2-g in cui si dimostrava che questadiscrepanza di fatto non esistevaperché idati rientravano perfettamente neilimiti teorici, e ora arriva unanuova conferma.

Questa volta i ricercatori hannomisurato  lasimmetria delladistribuzione dellacarica elettrica interna ai muoni, ossia il 'momento di dipolo elettrico del muone', e i primi daticonfermano quanto prevede la teoria, ossia che questa misura ha un valore pari a zero.

 Il risultato arriva dalla collaborazione di176 fisiciprovenienti da34 istituzionidi7 Paesi. Una parte importante è costituita dall’Infn, che ha contribuito all’esperimento sin dall’inizio. “La componente italiana della collaborazione ha avuto un ruolo cruciale in questa misura, contribuendo in particolare allo sviluppo delle simulazioni, essenziali per la determinazione delle incertezze sistematiche”, ha detto Marco Incagli, ricercatore della sezione di Pisa dell’Infn e co-spokesperson di Muon g-2.

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