Difficoltà nel chiedere aiuto per ludopatia: Trentino-Alto Adige in fondo alla graduatoria
Alto Adige

Difficoltà nel chiedere aiuto per ludopatia: Trentino-Alto Adige in fondo alla graduatoria

Venerdì 21 agosto 2026
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La nostro regione è al 16° posto su 20 per numero di centri disponibili, con solo tre strutture per oltre 1 milione di abitanti, secondo l'analisi di Oltre il Gioco.

BOLZANO. Il Trentino-Alto Adige è tra le regioni italiane dove l’accesso potenziale ai centri per il disturbo da gioco d’azzardo risulta più difficile. A indicarlo è un’analisi di Oltre il Gioco, che colloca la regione al 16° posto su 20 nella graduatoria nazionale: sono appena tre i centri censiti, pari a uno ogni 363.606 residenti.

Il dato è sensibilmente peggiore della media italiana, che si attesta su un centro ogni 244.576 abitanti. La classifica mette in rapporto il numero dei presidi censiti con la popolazione residente: più elevato è il numero di abitanti per struttura, maggiore è il bacino potenziale che ogni centro deve coprire. In Trentino-Alto Adige si contano 2,75 centri ogni milione di residenti.

Peggio della regione fanno soltanto Sardegna, Sicilia, Campania e Calabria. Quest’ultima chiude la classifica con un solo centro ogni 1,8 milioni di abitanti, mentre in Campania il rapporto è di uno ogni 506 mila. All’estremo opposto ci sono le Marche, con un centro ogni 82 mila residenti, seguite da Liguria, Valle d’Aosta, Abruzzo e Umbria.

L’analisi non misura la qualità delle cure, le competenze degli operatori, i tempi di attesa o il numero delle persone effettivamente seguite, ma esclusivamente la distribuzione territoriale dei servizi rispetto alla popolazione. Un parametro rilevante perché chiedere aiuto per problemi legati al gioco d’azzardo può essere già di per sé difficile, tra vergogna, paura del giudizio, problemi economici e familiari e difficoltà nel riconoscere la dipendenza.

L’accessibilità ai servizi riguarda inoltre non soltanto chi gioca, ma anche familiari e persone vicine, spesso le prime a riconoscere segnali come debiti, richieste frequenti di denaro, bugie, irritabilità e isolamento. In Italia è disponibile anche il Telefono Verde nazionale dell’Istituto superiore di sanità, anonimo e gratuito, mentre sul territorio ci si può rivolgere ai Servizi per le dipendenze (SerD).

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