Trovato uno degli indizi più promettenti sulla materia oscura VIDEO
Individuatouno degli indizi più promettentidell'esistenza dellamateria oscura, ossia quella materia invisibile che dovrebbe costituire l'85% della massa dell'universo: si tratta di unsegnale anomalogenerato da unamisteriosa particellae rilevato dall'esperimento Lux-Zeplin (Lz), che opera a quasi1,6 chilometri di profonditàsotto la roccia presso il Sanford Underground Research Facility nel Sud Dakota (Usa). Il risultato, che non raggiunge ancora la significatività statistica necessaria per poter parlare di una scoperta, è stato annunciato al convegno TeV Particle Astrophysics 2026 in Giappone e sarà condiviso sulla piattaforma arXiv mentre verrà sottoposto alla rivista Physical Review Letters per la pubblicazione.
"Siamo molto incuriositi dal vedere questo evento nei dati, nella regione in cui ci aspettiamo che la materia oscura si manifesti e in cui gli eventi di fondo concorrenti sono molto pochi", afferma il portavoce di Lz, Rick Gaitskell. "Con un solo eventonon vogliamo trarre conclusioni affrettate. Non stiamo affermando di aver osservato la materia oscura. Maabbiamo osservato qualcosa di interessantechevogliamo condividerecon lacomunità scientifica".
L'esperimento Lz è stato progettato per rilevare segnali provenienti da particelle candidate alla materia oscura note comeWimp (Weakly Interacting Massive Particles), ovvero particelle massicce che interagiscono debolmente con la materia ordinaria. Analizzando i dati raccolti tra marzo 2023 e aprile 2024, e cercando interazioni di Wimp in un intervallo di energia più elevato rispetto alle analisi precedenti, i ricercatori della collaborazione hanno individuato unsegnale anomalo chenon sembrerebbespiegabilecon inormali segnali di fondo prodotti dalla materia ordinaria. Se l'evento fosse stato causato dalla materia oscura, la Wimp che lo ha generato avrebbe probabilmente una massa di oltre 200 volte quella di un protone.
I risultati non hanno raggiunto una significatività di 5 sigma, la soglia statistica necessaria per parlare di una scoperta. La nuova analisi raggiunge2,6 sigma, il che significa che c’è circa lo 0,5% di probabilitàche l’eventopossa esserespiegato dai fenomeni di fondo già noti.