Frattura in guarigione cristallizzata nel tempo in una costola di T-rex VIDEO
Alto Adige

Frattura in guarigione cristallizzata nel tempo in una costola di T-rex VIDEO

Mercoledì 9 settembre 2026
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Una costola fratturata di T-rex in fase diguarigione con tanto di rete divasi sanguigni mineralizzati,rimasti cristallizzati nel tempo. Un'immaginecon un livello didettaglio incredibile mai osservata primad'ora in unfossilee ottenuta utilizzando l'imaging a neutronipresso l'Oak Ridge National Laboratory del Dipartimento dell'Energia. L'esame,descritto su Pysic.org, ha consentito diesaminare l'interno dell'ossofossilizzato per ricostruirne immagini in 3D,senza alterareitessuti mollipreservati. 

 

 

In particolare i ricercatori hanno analizzato iresti di Scotty,ilpiù grande scheletro di T. rexmai scoperto e proveniente dallaFrenchman River Valley, nel Saskatchewan (Canada). Dopo aver individuato i vasi sanguigni fossilizzati tramite i raggi X, hanno fatto ricorso ai neutroni per rilevare ulteriori indizi lasciati dai vasi stessi e da altri tessuti molli.

"Il processo difossilizzazione - sottolinea Mauricio Barbi, professore di fisica presso l'Università di Regina -raramente preservaitessuti molli, come i vasi sanguigni, che solitamente vanno perduti a causa della decomposizione nel corso del tempo. La costola di Scotty rappresenta un'eccezione straordinaria".

Avvalendosi dello strumento MARS, installato presso l'High Flux Isotope Reactor dell'ORNL, e dello strumento VENUS, situato presso la Spallation Neutron Source, sempre dell'ORNL il team è riuscito ad analizzare in modo non distruttivo ossa di grandi dimensioni, come appunto la costola fratturata, ottenendo un contrasto d'immagine capace di integrare i dati provenienti dalle altre tecniche impiegate.

"Al momento della frattura - spiega Jerit Mitchell, responsabile del progetto sotto la guida di Barbi - ilsangue ricco di ferro affluì nella zona, dando origine a vasi sanguigni che favorirono laguarigione. Tuttavia,prima che lacostolafratturata potesse guarire completamente, Scotty morì in una palude salmastra". L'ambiente rallentò la decomposizione, contribuendo alla conservazione della delicata rete di vasi sanguigni.

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