I navigatori satellitari concentrano il traffico su poche strade
Alto Adige

I navigatori satellitari concentrano il traffico su poche strade

Giovedì 10 settembre 2026
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Inavigatori satellitaritendono a concentrare iltrafficosu un numero ristrettodistrade,in genere le arterie principali di una città, con il risultato che siattenuanofino ad annullarsi ibenefici ambientaliattesi. Non solo: se lasogliadegliutentiche adotta i suggerimenti supera il 60-80%possono prodursieffetti collettivi indesideratisullamobilitàurbana e aumentare leemissioni di CO2nell'area. E' quanto emerge dallo studio condotto congiuntamente da Istituto di Scienza e Tecnologie dell'Informazione 'A. Faedo' del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Isti), Università di Pisa e della Scuola Normale Superiore di Pisa nell'ambito del progetto City-AI Coevolution, finanziato dal MUR, epubblicato sulla rivista Nature Communications. 

Gli effetti sulla diversità dei percorsi e sulle emissioni di CO2 sono state valutare attraverso lesimulazionidi traffico effettuate al computer aFirenze, Milano e Romae basate sulle indicazioni fornite daGoogle Maps, TomTom, Bing Maps e Mapboxe i dati GPSdiveicoli privati.Il range andava da 0% (nessun veicolo seguiva le indicazioni di un servizio di navigazione) al 100% (tutti i veicoli guidati da un navigatore). 

 

 

"I risultati indicano che, all’aumentaredeltassodiadozione,ladiversitàdeipercorsi diminuiscein modo significativo", spiega Luca Pappalardo, primo ricercatore al Cnr-Isti. In partica i veicoli tendono a essere canalizzati verso un insieme sempre più ristretto di strade. "Negli scenari dipiena adozione- sottolinea Giuliano Cornacchia, primo autore della ricerca - la diversità dei percorsidiminuisce fino al 14%rispetto allo scenario in cui i suggerimenti non vengono seguiti. Inoltre, l’adozione dei navigatori tende a reindirizzare il traffico versoautostrade e grandi arterie".

 

Lo studio evidenzia inoltre che l'impatto ambientale dei sistemi di navigazione è sfaccettato: ibeneficidipendono soprattutto dallivello di traffico e daltasso di adozione. “In condizioni ditraffico leggero- precisa Dino Pedreschi, professore presso il Dipartimento di informatica dell’Università di Pisa - i navigatori riduconoleemissionidi CO2.Quando a seguire le indicazioni è tra il 60% e l’80% degli utenti, i vantaggi si attenuano, svaniscono, o possono addirittura invertirsi, come osservato in alcuni scenari simulati a Roma”. 

 

 

La sfida futura, concludono gli autori della ricerca, saràprogettare servizi di navigazione capaci non solo di ottimizzare il percorso del singolo utente, ma anche di tenere conto degli effetti complessividei lorosuggerimentisulla città.

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