Il motore dei nubifragi nell'energia accumulata con il caldo
Alto Adige

Il motore dei nubifragi nell'energia accumulata con il caldo

Giovedì 10 settembre 2026
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E' nell'energiache si èaccumulata con ilcalore intenso di due mesi torridi, ilmotore dei temporali improvvisi e intensiinnescati dall'arrivo della prima grande perturbazione di fine estate. Sonofenomeni localie dibreve duratama capaci di provocare danni importanti, come sta avvenendo in molte località italiane, e che possono essere ulteriormente amplificati dal calore delle città, accumulato più facilmente da cemento e asfalto.

Le piogge di questi giorni fanno parte di "unasituazione meteorologicarelativa allanormale transizione dall'estate all'autunno: è una classicaperturbazione di fine estate, nulla di eccezionale, ma avviene in presenza di unprolungato periododitemperature significativamente sopra la media,che hanno determinato ilriscaldamento dell'acquainsuperficie nelMediterraneo e il conseguente accumulo di umidità nell'atmosfera", osserva Dino Zardi, professore di Fisica dell'atmosfera all'Università di Trento. "In presenza di questi ingredienti - prosegue - le perturbazioni in arrivo danno luogo alsollevamento dimasse di aria umida e calda, checondensano eprecipitano in modo abbondante".

Temporali intensi a valle di un'estate caldissima erano attesi anche per Annalisa Bernardino, docente di Fisica dell'atmosfera alla Sapienza Università di Roma: "nell'estate più calda registrata finoraè stataimmagazzinata nell'atmosferaunaquantità di energia molto grandee chedeve essere dissipatacon fenomeni intesi e rapidi e precipitazioni molto forti e localizzate". La massa di aria fredda in arrivo sull'Italia si è scontrata con la massa d'aria asciutta sul Mediterraneo centrale e "lo scontro fra masse d'aria con caratteristiche diverse fa sì che lungo il fronte freddo si manifestino questi fenomeni localizzati e improvvisi, difficili da prevedere", osserva l'esperta.

Se le piogge violente arrivano improvvise e spesso durano poco, si deve a unacombinazione di fattori, come "lo scontro fra masse d'aria con caratteristiche diverse, le caratteristiche del suolo". Per questo, prosegue Bernardino, i fenomeni temporaleschi possono avvenire in modo intenso nellecittà, dove asfalto e cemento rilasciano calore".

Probabilmente è solo il primo segnale di un autunno che si annuncia instabile: "considerando le caratteristiche del periodo che stiamo vivendo, attendiamo eventi estremi sempre più persistenti", dice Bernardino. Non si esclude che a intervallarli, osserva Zardi, siano ancora giornate con temperature sopra la media del periodo, come quelle attese dopo il passaggio di questa perturbazione e prima dell'arrivo della prossima, intorno al 17 settembre.

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