A Camerino il miele racconta secoli di vita nei monasteri
Alto Adige

A Camerino il miele racconta secoli di vita nei monasteri

Venerdì 11 settembre 2026
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(di Ida Bini) (ANSA) - CAMERINO, 11 SET - C'è un filo dolce e profumato che attraversa secoli di storia, unendo gli alveari alla vita quotidiana di monasteri e conventi. È quello del miele, alimento prezioso, rimedio naturale e ingrediente della cucina, ma anche prodotto strettamente legato a un altro elemento indispensabile alla vita religiosa: la cera delle api, utilizzata per illuminare chiese e luoghi di culto. A raccontare questa storia è la prima edizione di 'Miele in Convento', in programma a Camerino, nelle Marche, il 12 e il 13 settembre, scegliendo come scenario il Convento dei Frati Cappuccini di Renacavata. Due giornate nelle quali apicoltura, gastronomia, cultura e turismo si incontrano in un luogo che possiede già di per sé un valore storico particolare. Renacavata è infatti riconosciuto come il primo monastero al mondo dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, fondato nel 1528; immerso nel verde, tra boschi e giardini, conserva anche un apiario, curato insieme agli altri spazi dalla comunità religiosa. E' il contesto perfetto per comprendere quanto il rapporto con le api non appartenga soltanto al passato, ma continui ancora oggi a far parte della vita di numerose comunità monastiche. La manifestazione nasce proprio per riportare alla luce questo patrimonio ancora poco conosciuto. Per secoli monasteri e abbazie sono stati luoghi di conservazione e trasmissione delle conoscenze legate all'apicoltura. Già nel Medioevo benedettini e cistercensi svilupparono tecniche di gestione degli alveari, favoriti anche dalla presenza intorno ai monasteri di orti, piante aromatiche e abbondanti fioriture. Il miele rappresentava una risorsa alimentare importante, mentre la cera trovava un utilizzo fondamentale nella produzione delle candele. A Renacavata questa storia diventa un'esperienza aperta al pubblico con visite guidate negli spazi monastici e nel museo, dove è esposto un 'Sant'Ambrogio in bugno', che raffigura il santo con l'antico alveare di paglia utilizzato prima dell'introduzione delle moderne arnie a telaini. La visita è arricchita da un apiario didattico per avvicinarsi al mondo delle api. Il 12 e il 13 settembre i bambini possono partecipare a minicorsi di apicoltura con una conclusione inevitabilmente golosa: una merenda a base di miele. Per tutti, poi, nel refettorio dei frati vengono serviti due menu speciali, disponibili su prenotazione, nei quali il miele è utilizzato per reinterpretare la cucina del territorio. Il programma comprende anche degustazioni e un incontro dedicato al rapporto tra miele e alimentazione, con la partecipazione dei giovani esperti della Facoltà di Chimica degli alimenti dell'Università di Camerino, guidati dal professor Gianni Sagratini. Completa l'appuntamento una mostra mercato dedicata ai mieli e ai prodotti tipici. La scelta di Camerino non è casuale: la città è uno dei sette comuni della provincia di Macerata appartenenti a Le Città del Miele, insieme a Matelica, Monte Cavallo, Montelupone, Sarnano, Urbisaglia e Valfornace. La rete punta a valorizzare l'apicoltura non soltanto come attività produttiva, ma come elemento capace di raccontare l'identità di un territorio e diventare anche motivo di viaggio. (ANSA).
   

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