Byron a Pisa, mostra documentaria all'Archivio di Stato
(ANSA) - PISA, 16 SET - 'Byron. L'inquietudine della libertà' è il titolo della mostra ospitata dal 25 settembre al 18 ottobre nel salone degli stucchi di Palazzo Toscanelli, sede dell'Archivio di Stato di Pisa e nell'800 dimora del poeta britannico.
L'esposizione, organizzata in collaborazione con il dipartimento di lingue, letteratura e linguistica dell'Archivio di Stato di Pisa, la Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e il Gabinetto scientifico letterario Vieusseux e con la partecipazione della Scuola Normale, Palazzo Guiccioli, Musei Byron e del Risorgimento e la Italian Byron Society - racconta come nei primi anni Venti dell'Ottocento Pisa divenne il luogo d'incontro di una straordinaria comunità cosmopolita di poeti, scrittori, intellettuali ed esuli: tra il 1820 e il 1822 intorno a Percy Bysshe Shelley, Mary Shelley e George Gordon Byron si raccolsero personalità come Leigh Hunt, Edward John Trelawny, Thomas Medwin, Teresa Guiccioli e Pietro Gamba. "Più che un cenacolo rigidamente costituito - sispiega - quello che sarebbe passato alla storia come Pisan Circle fu una comunità di relazioni, amicizie e scambi intellettuali, accomunata da una forte apertura europea e da una concezione della letteratura intimamente legata al dibattito politico, culturale e sociale del proprio tempo". Lord Byron arrivò a Pisa nell'autunno 1821 e stabilì la propria dimora nel palazzo dei Lanfranchi sul lungarno, oggi Palazzo Toscanelli, e la presenza del poeta contribuì a fare della città uno dei luoghi più significativi dell'esperienza italiana dei romantici inglesi. La mostra trasforma il il Palazzo in un luogo della memoria byroniana., dove storia dell'edificio, documenti e ricerca contemporanea si incontrano per ricostruire la presenza di Byron in città e, attraverso di lui, la rete di persone, idee e progetti che fece di Pisa uno dei laboratori della cultura romantica europea. Alla dimensione documentaria si affianca uno sguardo contemporaneo con la mostra fotografica 'Byron contemporaneo' di Giampiero Corelli, curata da Daniela Ferrari. (ANSA).