Immagini dal deserto, 11 anziani con Alzheimer portano in scena la metafora della vita
Alto Adige

Immagini dal deserto, 11 anziani con Alzheimer portano in scena la metafora della vita

Mercoledì 16 settembre 2026
1 visualizzazione

(ANSA) - BOLOGNA, 16 SET - Undici anziani con Alzheimer, insieme a un gruppo di giovani attori, un medico e un'infermiera, diventano una carovana in viaggio attraverso il deserto: non ricordano da dove vengono e non sanno dove stanno andando, sanno soltanto di avere sete e di dover trovare l'acqua. È la storia di 'Immagini dal deserto', performance che andrà in scena il 19 settembre alle 17 al Teatro Duse di Bologna, ideata dal regista Valerio Grutt per la Fondazione Sant'Orsola e realizzata dalla Compagnia della Riserva in collaborazione con il Centro Disturbi Cognitivi e Demenze dell'Ospedale Sant'Orsola. Si tratta del primo spettacolo teatrale fatto da persone anziane con Alzheimer, a diversi livelli di gravità.
    "In 'Immagini dal deserto' gli anziani non fingono di non essere malati - commenta il direttore della Fondazione Sant'Orsola, Stefano Vezzani - ma proprio il loro non ricordare diventa immagine di uno smarrimento che, a ben guardare, è di tutti. Davanti a loro, certo, così come davanti alla nostra stessa vita". Il viaggio nel deserto diventa così una metafora della vita: non sapere più da dove si è partiti, né quale sarà la destinazione, ma continuare a camminare e a incontrare gli altri lungo il percorso. 'Immagini dal deserto' vuole inoltre ricordare che l'Alzheimer può cancellare ricordi e riferimenti, ma non cancella la persona. Attraverso il teatro, gli anziani coinvolti nel progetto tornano a essere protagonisti di un'esperienza condivisa e di una vita che continua a essere vissuta insieme. Le prove si sono svolte nella nuova casa della Fondazione di via Tambroni.
    Da un appuntamento all'altro gli anziani non sembravano ricordarsi delle prove precedenti: "Eppure - racconta il regista Valerio Grutt - il rapporto tra noi e loro ha comunque avuto un percorso. Qualcosa aveva parlato, qualcosa che va al di là della memoria. Penso che quello che abbiamo fatto si sia andato a depositare dentro di loro come qualcosa di autentico, come qualcosa di prezioso. E certo, magari non ne hanno la memoria narrativa. Ma dentro, io credo che questa cosa resti come restano le cose vere". Per partecipare allo spettacolo è necessaria la prenotazione con donazione libera. (ANSA).
   

Condividi questo articolo