Farmaco anti-obesità rallenta l'invecchiamento nei topi
Il farmacosemaglutide, impiegato contro diabete e obesità,potrebbe rallentare l'invecchiamento: lo suggerisce unostudio sui topi, in cui lefemmine anzianetrattate con il principio attivo hannomigliorato le propriefunzioni fisiche, metaboliche e cognitivee sono diventate piùlongeve. I risultati,pubblicati sulla rivista Nature da un team internazionale guidato dall'Università della California a Berkeley, vanno ben oltre quanto ci si potrebbe aspettare dalla semplice restrizione calorica, manon è ancora possibile dire se valgano anche per gli esseri umani.
Quello che si è osservato sui topi è che iltrattamento continuatoconsemaglutide haprolungato la durata della vita da una media di742 giornia834 giorni. Nei topi trattati per tre mesi si è ottenuto un miglioramento delle funzioni fisiologiche e cognitive, tra cui unaumento delmovimento e dell'attività esplorativain ambienti nuovi.
Inoltre si è osservata unariduzione deimarcatori di diversisegni distintivi dell'invecchiamento, come l'instabilità del genoma, l'infiammazione, lasenescenza cellulare(ovvero l'invecchiamento delle cellule che smettono di dividersi), ladisfunzione delle 'centraline' energetiche delle cellule (imitocondri), l'alterata regolazionedelleproteine e ladisfunzione dellecellule staminali.
Gli autori della ricerca riportano unaumento dei marcatori di attivitàdelle cellulestaminali neuralie laformazione dinuovi neuroniin una regione del cervello chiamata giro dentato, a conferma del fatto che questi farmaci agonisti del recettore Glp-1 possano avere effetti rilevanti per le malattie neurodegenerative.
"Questi risultati suggeriscono che gli effetti positivi osservati abbiano una causa comune: il rallentamento dell’invecchiamento", commentano i gerontologi Maria Emilia Fernandez e Rafael de Cabo dei National Institutes of Health americani. "Se la semaglutide ritarda la comparsa dei tratti distintivi dell’invecchiamento attraverso meccanismi diversi da quelli legati alla riduzione dell’apporto calorico, i suoi benefici" potrebbero essere interpretati "come la conseguenza dell’azione sulla biologia comune alla base di queste patologie".