Trovati 8 buchi neri troppo grandi per le galassie in cui vivono
Alto Adige

Trovati 8 buchi neri troppo grandi per le galassie in cui vivono

Lunedì 21 settembre 2026
1 visualizzazione

Sono statiindividuatiotto buchi neri che sfidano le conoscenze attuali: sonotroppo grandi per legalassie che liospitano, rappresentando almeno il5% della loro massa stellare totale. Si tratta di un valore oltre dieci volte piùelevatodi quellotipico, che è pari a circa lo 0,5%. La scoperta,pubblicata sulla rivista Astronomy & Astrophysics e guidata dal Max Planck Institute per la fisica extraterrestre (Mpe) di Garching, in Germania, mette indiscussione lateoria secondo la quale legalassie e ibuchi neri che ne occupano il centrocrescanosempre dipari passo. Si apre così la domanda su quale sia il meccanismo che consente unaumentocosìsproporzionato.

I ricercatori guidati da Johannes Buchner si sono basati principalmente sui dati ottenuti grazie al telescopio spaziale eRosita, del Max Planck Institute, che ha scandagliato una regione di cielo contenente più di 22mila quasar. I quasar sono nuclei galattici attivi superluminosi in ​​cui la materia precipita verso un buco nero supermassiccio centrale, rilasciando grandi quantità di radiazione. Gliotto buchi neri esaminati hannomasse comprese tra 800 milioni e quattro miliardi di quella del Sole, e sono quindi circa1.000 volte più massicci di Sagittarius A*, il buco nero al centro della Via Lattea. "È come trovare un alano in un monolocale: il buco nero - dice Kirpal Nandra, tra gli autori dello studio - è semplicemente diventato troppo grande per la sua casa".

In più, l'intensa emissione di raggi Xrilevata da eRosita indica che i buchi neristanno divorando materia: il tasso di crescitastimato è di circa40 milioni di masse solari ogni miliardo di anni. A questo ritmo, la loro massa potrebberaddoppiare nel giro di un miliardo di anni,rendendo ancora più estremo il rapporto tra la massa del buco nero e quella delle stelle che formano la galassia. "Questi buchi neri sono già insolitamente massicci rispetto alle galassie che li ospitano - commenta Catarina Aydar, co-autrice della ricerca - eppure continuano a crescere".

Condividi questo articolo