Aifo, la sigla Dop o Igp rappresenta il punto di arrivo di un percorso fatto di regole
Alto Adige

Aifo, la sigla Dop o Igp rappresenta il punto di arrivo di un percorso fatto di regole

Lunedì 21 settembre 2026
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(ANSA) - ROMA, 21 SET - "Quando su una bottiglia di olio extravergine di oliva compare una denominazione Dop o Igp, quella sigla rappresenta il punto di arrivo di un percorso fatto di regole, verifiche e tracciabilità. Capire come funziona questo sistema significa comprendere cosa rende concretamente verificabile una produzione certificata". A sottolinearlo è Aifo - Associazione italiana frantoiani oleari insieme a Italia Olivicola, nell'ambito del Programma Operativo previsto dal Regolamento (Ue) 2021/2115, nel mese dedicato ai regimi di qualità dell'Unione europea. "Il primo riferimento - spiega l'associazione di settore - è il disciplinare di produzione, che definisce i requisiti che devono essere rispettati per utilizzare una determinata denominazione". "A partire da quelle regole, gli operatori coinvolti nella filiera devono - aggiunge Aifo - poter documentare il percorso del prodotto e dimostrare la conformità alle condizioni previste".
    "Il quadro normativo è europeo, mentre i controlli - segnala l'associazione italiani fratoiani oleari - vengono attuati attraverso il sistema previsto a livello nazionale e dagli organismi competenti". "Le verifiche - proseguoni gli esperti - servono ad accertare che gli operatori e il prodotto rispettino quanto stabilito dal disciplinare e che la denominazione possa essere utilizzata correttamente". "In questo percorso Aifo rimarca che "il frantoio rappresenta uno snodo particolarmente importante visto che è qui che le olive vengono trasformate e che diventa essenziale mantenere chiara l'identificazione delle partite, gestire correttamente i flussi e conservare la documentazione necessaria a ricostruire il percorso produttivo".
    (ANSA).
   

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