>>>ANSA/In Italia 1,2 milioni con demenze, verso un nuovo piano nazionale
(di Silvia Serafini) (ANSA) - ROMA, 21 SET - Favorire la prevenzione, la diagnosi precoce, la presa in carico integrata sul territorio, dalla diagnosi al fine vita. Ma anche: valorizzare la figura del caregiver attraverso supporto e formazione; promuovere la ricerca scientifica e l'innovazione; potenziare i sistemi informativi dedicati, per assicurare un monitoraggio e una valutazione costanti degli interventi; sostenere la conoscenza e l'attenzione pubblica sulla malattia, partendo dal principio fondamentale secondo cui la persona con demenza non è soltanto destinataria di cure e assistenza, ma è titolare di diritti.
Sono i punti cardine del Piano nazionale demenze 2027-2031, presentato oggi, in occasione della Giornata mondiale dell'Alzheimer, dal ministro della Salute, Orazio Schillaci, che ha ricordato che in Italia sono "circa 1 milione e 200mila le persone con demenza, oltre la metà affette da Alzheimer, e circa 900mila i cittadini con disturbi cognitivi lievi".
Complessivamente, "considerando familiari e caregiver, sono 6 milioni gli italiani coinvolti, circa il 10% della popolazione", ha sottolineato.
Il Piano, elaborato dal Tavolo permanente sulle demenze, in collaborazione con l'Osservatorio demenze dell'Istituto superiore di sanità e le Regioni, le associazioni dei familiari e le società scientifiche, sarà presto portato in Conferenza Unificata. Prevista anche "una proposta di finanziamento per la prossima Legge di Bilancio a sostegno dell'attuazione del Piano e per potenziare le risposte di sanità pubblica per prevenzione, diagnosi, trattamento e, soprattutto, supporto alle persone affette e ai loro familiari", ha annunciato Schillaci. L'Alzheimer e le demenze rappresentano dunque "una sfida importante per la sanità pubblica nel nostro tempo", con "l'invecchiamento progressivo della popolazione che rende sempre più urgente dare risposte che non solo guardino all'oggi, ma soprattutto al medio e lungo periodo", ha aggiunto il ministro.
In quest'ottica, "il Piano non è un documento di principi: serve a orientare le decisioni, collegare il livello nazionale ai territori, produrre risposte concrete e riconoscibili". Il nuovo piano ha l'obiettivo di consolidare il lavoro fatto negli ultimi anni con il Tavolo permanente e grazie al Fondo per l'Alzheimer e le demenze, finanziato con 35 milioni nel periodo 2024-2026, che ha sostenuto diagnosi precoci, telemedicina, teleriabilitazione, stimolazione cognitiva, trattamenti psicoeducativi, supporto dei caregiver.
"Il Piano interviene sulla capacità dei servizi di garantire una presa in carico appropriata e continuativa in tutti i luoghi di cura, dal domicilio passando per i centri diurni per i disturbi cognitivi e le demenze, fino alle strutture residenziali, prevedendo un necessario rafforzamento del personale dedicato - ha spiegato Alessio Nardini, direttore generale dei Corretti stili di vita e dei rapporti con l'ecosistema del ministero della Salute -. Una delle aree di azione è dedicata alla prevenzione del declino cognitivo e della demenza, poiché in Italia si stima che il 39,5% dei casi di demenza sia attribuibile a fattori di rischio modificabili, come ipertensione e inattività fisica".
Presentata oggi anche la campagna di informazione e sensibilizzazione sulle demenze, che sarà promossa dal ministero della Salute con l'Istituto superiore di sanità e l'Aifa per accrescere la conoscenza sul tema delle demenze, contrastare i pregiudizi, valorizzare la prevenzione e favorire diagnosi tempestive, offrendo informazioni chiare, scientificamente fondate e accessibili. (ANSA).