Da bibite a snack, ridurre cibi ultra-processati ha effetti antidepressivi
(ANSA) - ROMA, 23 SET - (EMBARGO ALLE 17) Ridurre il consumo di cibi ultra-processati come bibite e merendine potrebbe alleviare i sintomi della depressione. Lo rivela uno studio dell'Università di San Francisco e pubblicato su JAMA Psychiatry, il primo a confrontare i sintomi in persone con depressione prima e dopo il passaggio da una dieta abituale ricca di cibi ultra-processati a un'alimentazione più sana.
Sebbene si tratti di uno studio pilota, che ha coinvolto solo 20 persone, ha "dimostrato con successo la fattibilità di condurre questa ricerca su scala più ampia", afferma l'autore senior Andrew Krystal. I partecipanti hanno ridotto l'assunzione di alimenti ultra-processati di oltre l'85% e hanno registrato miglioramenti da moderati a significativi in tre diversi parametri di valutazione della depressione. Anche i punteggi relativi all'ansia hanno mostrato un miglioramento.
Gli alimenti ultra-processati comprendono snack confezionati, fast food e altri prodotti di origine industriale che possono contenere conservanti, coloranti artificiali, esaltatori di sapidità ed emulsionanti. "Ridurre la quantità di alimenti ultra-processati nella nostra dieta può essere difficile, poiché sono cibi molto appetibili, economici e pratici", dichiara l'autrice corrispondente Nyasha Chagwedera. "Gli alimenti ultra-processati stimolano il rilascio di dopamina, l'ormone del piacere, favorendo il desiderio compulsivo di cibo. Le aziende alimentari collaborano con gli scienziati per individuare la combinazione ideale di zucchero, sale e grassi capace di indurre a mangiarne sempre di più".
I partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi: uno ha mantenuto la propria dieta abituale per quattro settimane, mentre l'altro è passato a un regime alimentare a basso contenuto di cibi ultra-processati. Dopo quattro settimane, i due gruppi si sono scambiati il regime alimentare.
L'ipotesi avanzata dai ricercatori è che gli alimenti ultra-processati provocano danni al rivestimento protettivo intestinale una condizione detta di "intestino permeabile e squilibrato". Questo danno intestinale può generare un'infiammazione cronica di basso grado in tutto l'organismo, che causa la depressione. (ANSA).