Tumori del sangue, l'esercizio fisico può migliorare qualità di vita e terapie
Alto Adige

Tumori del sangue, l'esercizio fisico può migliorare qualità di vita e terapie

Giovedì 24 settembre 2026
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(ANSA) - ROMA, 24 SET - Fare attività migliora la qualità di vita del paziente oncologico. Per i pazienti con tumori solidi sono già disponibili evidenze sui benefici, mentre nel campo delle patologie oncoematologiche ci sono buoni indizi ma sono necessari ulteriori studi. A fare il punto è Maria Cristina Cox, ematologa del Policlinico Tor Vergata di Roma e docente di Esercizio fisico adattato per la prevenzione delle malattie oncologiche all'Università San Raffaele di Roma, intervenuta alla conferenza stampa di presentazione della Fitwalking for Ail, la camminata di solidarietà organizzata dall'Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma per domenica 27 settembre.
    "Nel campo dei tumori del sangue abbiamo bisogno di fare più studi, perché siamo ancora un po' carenti su questo fronte", spiega Cox. L'esercizio fisico, sottolinea, "può avere un ruolo veramente fondamentale nel migliorare la qualità di vita dei pazienti durante le terapie e nel prevenire tutti quegli effetti secondari che sono la tossicità cardiologica, i deficit cognitivi, la riduzione dell'efficienza cardiovascolare e la sarcopenia". Ci sono inoltre "ottime prospettive e dati, ancora non così solidi come in oncologia, ma solo per un fatto numerico", sulla possibilità che l'attività fisica "possa prevenire le ricadute, possa aiutare a migliorare proprio la prognosi del paziente".
    Un altro ambito riguarda la prevenzione di altre patologie legate agli effetti collaterali delle terapie o alla ricaduta della malattia. "Sappiamo che in questo campo ci sono dati estremamente forti in oncologia - osserva Cox - mentre in ematologia speriamo di raccoglierne maggiormente".
    Grazie all'impegno di Ail, aggiunge l'esperta, "a brevissimo partirà uno studio nazionale, il primo in Italia, dedicato ai pazienti ematologici". Saranno arruolati pazienti con diversi tipi di patologie, in una fase critica del loro percorso, ai quali verrà offerto un programma personalizzato di esercizio.
    L'obiettivo sarà "migliorare la qualità di vita, la tolleranza alle terapie" e valutare più approfonditamente il ruolo dell'attività fisica nel percorso di cura. (ANSA).
   

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