Replicati con dei
computer quantistici i
meccanismi che portano alla
formazione della
materia: una dimostrazione concreta sulle potenzialità di questa innovativa tipologia di computer che promette di aprire uno sguardo nei segreti più intimi della materia. A guidare l’esperimento
descritto sulla rivista Nature Physics è stato Christopher Monroe, dell’Università Duke, usando un computer quantistico il cui ‘cuore’ era composto da
13 ioni intrappolati. "Le
simulazioni su
computer quantistico offrono la
piattaforma ideale per
studiare questioni complesse come la
formazione della materia: rappresentano l'alternativa più vicina all'aver assistito direttamente al Big Bang", ha detto Monroe per spiegare il potenziale di questi nuovi metodi. Quel che avviene alle
scale più piccole della materia, ossia i
legami che esistono tra mattoncini ultimi che compongono
protoni e
neutroni, detti quark, è infatti ancora molto
difficile da
studiare. Tanto che ad oggi l’
unico modo è quello di
far collidere tra loro particelle spingendole ad altissime velocità, come avviene nel
Large hadron collider al Cern: esperimenti in cui è possibile rompere i legami che esistono tra i quark e dalla cui energia liberata è possibile assistere alla formazione di nuove particelle di materia, spesso per istanti brevissimi di tempo. Usando ora le capacità di un ‘
piccolo’ computer quantistico a 13 qubit, le unità di calcolo dei computer quantistici in qualche modo analoghi ai tradizionali bit, i ricercatori sono riusciti a
replicare proprio uno di questi
eventi di
rottura del legame
tra 2 quark e la
formazione di
nuove particelle. Una
simulazione molto limitata, tanto che è stata poi
replicata anche con un
supercomputer tradizionale, ma che dimostra le potenzialità di questa nuova generazione di macchine (ancora non abbastanza potenti) anche come strumenti per studiare come mai prima i segreti più intimi della materia.
L’esperimento è stato
condotto parallelamente anche
da altri 2 gruppi di ricerca, usando complessivamente 3 tipologie differenti di computer quantistici: a ioni intrappolati dall’Università Duke, a superconduttori da un gruppo di ricerca di Google, e ad atomi freddi da QuEra.