Diabete in calo grazie a strategie di prevenzione, il caso delle isole Mauritius
Alto Adige

Diabete in calo grazie a strategie di prevenzione, il caso delle isole Mauritius

Giovedì 1 ottobre 2026
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(ANSA) - ROMA, 01 OTT - Lo stato di Mauritius è il primo Paese al mondo a provare che è possibile invertire la tendenza dell'epidemia di diabete di tipo 2, grazie a iniziative per la prevenzione e la gestione della malattia. Lo rivela uno studio di Jaakko Tuomilehto dell'Università di Helsinki, presentata al congresso annuale dell'Associazione Europea per lo Studio del Diabete (Easd) a Milano e pubblicato su The Lancet Diabetes & Endocrinology. Dallo studio emerge che mentre nel 2009 il 23,3% della popolazione soffriva di diabete (ovvero quasi una persona su 4), nel 2021 la quota è scesa al 19,9% (meno di una persona su 5). In particolare, tra il 1987 e il 2009 la prevalenza è aumentata del 61% negli uomini e del 56% nelle donne. Tra il 2009 e il 2021, è però poi diminuita dell'11% negli uomini e del 16% nelle donne.
    Lo stato insulare di Mauritius, nell'Oceano Indiano a est del Madagascar e con 1,2 milioni di abitanti, ha attraversato una profonda transizione socio-economica; i cambiamenti nelle condizioni e negli stili di vita hanno portato a variazioni del carico di malattia, con l'aumento delle malattie croniche non trasmissibili, tra cui il diabete 2. In questo senso Mauritius è simile a molte altre nazioni insulari che dagli anni '80 hanno registrato un forte aumento dell'obesità e del diabete.
    Tuttavia, a differenza di altre nazioni, Mauritius ha monitorato tale transizione attraverso indagini condotte a partire dal 1987. Inoltre ha adottato diverse strategie per invertire la rotta di aumento epidemico del diabete. Gli autori hanno analizzato diverse possibili ragioni del successo di Mauritius, concludendo che alla base di esso vi è l'impatto delle iniziative per la prevenzione e la gestione del diabete. Esempi di tali approcci includono la creazione di un piano d'azione, politiche (comprese attività di sensibilizzazione e legislazione), screening dei fattori di rischio, anche con cliniche mobili e coinvolgimento e partecipazione della comunità (iniziative per favorire l'alimentazione, sana e l'attività fisica e di contrasto al tabagismo). Un altro dato positivo è che la riduzione della prevalenza in questo Paese multietnico è stata osservata in tutti i gruppi etnici: asiatici di origine indiana, creoli di origine africana e cinesi. Lo studio offre speranza a tutti i paesi, dimostrando che le politiche mirate al diabete di tipo 2 possono invertire la tendenza della pandemia.
    (ANSA).
   

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