Schillaci, 'la sanità universalistica riduce le diseguaglianze'
(ANSA) - FIRENZE, 02 OTT - "Un sistema sanitario universalistico è un fattore di coesione sociale, protegge le persone nei momenti di maggiore fragilità, riduce le diseguaglianze e contribuisce alla tenuta delle comunità". Lo ha affermato Orazio Schillaci, ministro della Sanità, in un videomessaggio inviato al Festival nazionale dell'Economia civile in corso a Firenze, all'interno del panel 'Un ecosistema che si prende cura'.
"Il nostro Servizio Sanitario - ha proseguito - è fondato sui principi di universalità, eguaglianza ed equità. Principi che devono però tradursi nella possibilità concreta di ricevere l'assistenza necessaria, indipendentemente dalle condizioni economiche e dal luogo nel quale si vive. Abbiamo aumentato progressivamente le risorse destinate alla sanità. Il Fondo Sanitario Nazionale è passato da quasi 126 miliardi del 2022 a quasi 143 nel 2026. Siamo intervenuti anche sulle liste d'attesa con nuove regole, un sistema nazionale che permette il monitoraggio e, oggi, anche di conoscere meglio i tempi delle prestazioni, di individuare le situazioni più critiche".
Il titolo del panel, secondo Schillaci, "richiama la necessità di ripensare il nostro modello di assistenza.
L'invecchiamento della popolazione e l'aumento delle cronicità richiedono di passare da un modello prevalentemente centrato sull'ospedale a un sistema che rafforzi l'assistenza territoriale e domiciliare. E questa è la direzione degli investimenti che stiamo realizzando con il Pnrr". Il ministro ha ricordato che "abbiamo raggiunto e superato il target previsto per le Case della Comunità con oltre 1.200 strutture certificate dalle Regioni. Anche per la telemedicina e l'assistenza domiciliare abbiamo superato gli obiettivi previsti e oltre 566mila persone sono oggi assistite con la telemedicina, più di 1 milione e mezzo di over 65 vengono seguiti a casa". (ANSA).