Sulle tracce di Omero, Turchia rilancia enoturismo lungo la strada dei vini di Troia
Alto Adige

Sulle tracce di Omero, Turchia rilancia enoturismo lungo la strada dei vini di Troia

Sabato 3 ottobre 2026
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 - In Turchia una nuova rotta del vino intreccia archeologia, col cavallo di Troia a dominare il paesaggio lungo l'Egeo, e la Troia Wine Route, via del vino della provincia di Çanakkale, presentata a Roma dell'ufficio culturale dell'Ambasciata. Il nuovo itinerario enoturistico nella Troade coinvolge cinque produttori, quattro vitigni autoctoni e strutture vocate per gastronomia e ospitalità attive tutte l'anno, per rispondere ad un turismo destagionalizzato in controtendenza rispetto alla visita mordi e fuggi.


    Il progetto si sviluppa nell'antica regione della Troade, e mette in rete le aziende vinicole della penisola di Gallipoli, dell'area di Eceabat e dell'isola di Bozcaada con alcuni dei principali luoghi culturali del territorio, a partire dall'Antica Città di Troia e dal Museo di Troia. L'obiettivo dichiarato è trasformare la tradizionale visita in cantina in un'esperienza di viaggio più ampia, da vivere nell'arco di due o tre giorni.


    Uno degli aspetti centrali della Troia Wine Route è la valorizzazione del patrimonio ampelografico locale. A Bozcaada, storicamente conosciuta con il nome di Tenedo, il Bozcaada Çavuşu rappresenta una delle uve più rappresentative del territorio: si distingue per acini di grandi dimensioni e un profilo aromatico marcato, e nel 2020 ha ottenuto il riconoscimento di indicazione geografica. Accanto al Çavuşu si trova il Vasilaki, varietà bianca a maturazione precoce.


    Entrambe le uve danno origine generalmente a vini leggeri e aromatici, con acidità contenuta, e si prestano sia alla vinificazione in secco sia a produzioni da uve appassite. Tra le uve rosse spicca il Kuntra, conosciuto anche come KarasakÕz, diffuso tra Bozcaada e l'area di Bayramiç, da cui si ottengono vini dal corpo agile, tannini contenuti e profili in cui possono emergere note di ciliegia e ribes rosso. Il Karalahna esprime invece una maggiore struttura, con richiami a frutti neri, spezie e terra, una trama tannica più decisa e una migliore attitudine all'affinamento.


    Anche l'Iliade contiene riferimenti al vino e al suo ruolo nella vita quotidiana e rituale: nel VI libro, ad esempio, Ecuba offre del vino a Ettore prima del suo ritorno in battaglia. Il richiamo a Omero e al concetto di "memoria della terra" è peraltro testimoniato da una mostra (Troia e Roma, Miti, leggende, storie del Mediterraneo antico) visitabile fino al 18 ottobre presso il parco archeologico del Colosseo, che attesta il profondo legame tra l'Antica Roma e la Troade. Entrambe non soltanto terra di archeologia e mito, ma territorio del vino, della vite e dell'enoturismo contemporaneo. (ANSA).
   

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