Cos'è l'optogenetica, tecnica che in 20 anni ha fatto il giro del mondo
"L'optogeneticaoffre opportunità permappare il cervelloin un modo che un tempo potevamo solo sognare": così il presidente del Comitato Nobel per la Medicina, Per Svenningsson, ha presentato il campo di ricercapremiato con il Nobel a Georg Nagel Peter Hegemann e Karl Deisseroth.
Mettendo in comune i risultati ottenuti frabiochimica eneuroscienze, i tre hanno trovato ilmetodo per controllareisegnali nervosiusando laluce. Da quando, nel 2026 è stato coniato il termine 'optogenetica', questa tecnica basata sulla proteina canalerodopsina 2, estratta da un'alga,ha fatto il giro del mondoe oggi èutilizzata in moltissimi laboratori.
Gli esperimenti stanno cambiando di giorno in giorno lacomprensione del cervello, scoprendo come lecellule nervose rispondono in modo diverso alle diverse lunghezze d'onda della luce. Sonoemersi cosìcomportamenti dei neuroni prima impossibili da osservare. È anche diventato possibilestudiare i circuiti nervosiche plasmanoemozioni ericordi e quelli che controllano determinaticomportamenti.
Uno degli esperimenti apripista in questa direzione risale al2006, quando il gruppo di ricerca Deisseroth ha trasferito il gene della canalerodopsina 2 in uno specifico tipo di cellula nervosa nellacorteccia motoria di topi vivi,controllando il movimento delle loro vibrisse. Nel2012, sempre in topi vivi, la proteina che cattura la luce ha permesso diattivare un engramma, ossia l'insieme dei percorsi neurali che si forma quando si crea unricordo, in quel caso legato a una paura.
É uncampo di ricerca agli inizie leapplicazioni sugli esseri umani sono ancora lontane, ma iprogressi rapidissimipermettono comunque di guardare lontano, a future applicazioni per combattere le malattie neurologiche, quelle psichiatriche oppure malattie della retina, per ripristinare la vista nelle persone con disabilità visiva.