In Italia in 485mila con tumore prostata. Stilata Carta delle domande per orientarli
(ANSA) - ROMA, 07 OTT - In Italia vi sono 485 mila persone con tumore della prostata, il più frequente tra gli uomini, infatti, nel 2024 sono state stimate circa 40mila nuove diagnosi: per orientarsi durante tutto il percorso terapeutico è stata realizzata la "Carta delle Domande", promossa dalla Società Italiana di Uro-Oncologia (SIUrO) e dall'associazione di pazienti Europa Uomo Italia. Il documento sarà distribuito nei centri uro-oncologici che parteciperanno alla prima esperienza pilota ed è disponibile anche in formato digitale (https://www.medinews.it/wp-content/uploads/2026/10/Carta_delle_ Domande_imposizione_A4_orizzontale.pdf).
È il progetto presentato presso il Ministero della Salute. Il documento nasce dalla collaborazione tra clinici e rappresentanti dei pazienti e raccoglie 30 quesiti sui diversi momenti del percorso di cura: domande su diagnosi e opzioni di cura, ma anche la sessualità, la continenza, la relazione di coppia. Il paziente può consultarlo prima della visita, individuare le domande più pertinenti alla propria situazione e utilizzarle durante il colloquio. La Carta aiuta a esprimere dubbi, bisogni e priorità e a comprendere le opzioni disponibili. Il cancro alla prostata - sottolinea Rolando Maria D'Angelillo, Presidente SIUrO - è una malattia eterogenea, che richiede percorsi differenti per ogni paziente. I progressi diagnostici e terapeutici consentono infatti trattamenti sempre più personalizzati e, nelle forme avanzate, hanno ampliato le possibilità di controllo della malattia". Ad esempio per i pazienti con tumore a basso rischio è indicata la sorveglianza attiva con controlli periodici per evitare o rinviare trattamenti non necessari, mantenendo la possibilità di intervenire quando emergano indicazioni cliniche. Proprio per le tante e diverse alternative offerte ai pazienti, la Carta aiuta a rendere il dialogo più consapevole e utile alle decisioni sul percorso di cura.
"Durante una visita il paziente può avere molte domande e non riuscire a farne nessuna: per l'emozione, per la difficoltà di orientarsi tra le informazioni o di trovare le parole giuste - sottolinea Claudio Talmelli, Presidente di Europa Uomo Italia.
Vogliamo aiutarlo a esprimere i propri dubbi e a sentirsi libero di chiedere". La possibilità di fare domande e ricevere risposte comprensibili è un elemento essenziale della relazione di cura", concludono. (ANSA).