Case di comunità, (Agenas) 'la sfida ora è lavorare insieme per farle funzionare'
Alto Adige

Case di comunità, (Agenas) 'la sfida ora è lavorare insieme per farle funzionare'

Giovedì 8 ottobre 2026
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“Ci troviamo in un momento di transizione. Il passaggio più delicato sarà trasformare gli investimenti realizzati negli ultimi anni in un sistema capace di funzionare diversamente. La scommessa è farlo insieme”. Lo ho spiegato Angelo Tanese, direttore generale di Agenas (Agenzia nazionale dei servizi sanitari regionali) a margine del congresso della Fimmg a Villasimius, parlando della fase che attende la collaborazione dei Medici di Medicina Generale nelle Case della comunità realizzate con i fondi del Pnrr.

Il Servizio sanitario nazionale attraversa, secondo Tanese, una fase di profondo cambiamento, segnata dalla sanità digitale e dalla riorganizzazione dell’assistenza territoriale. Il rischio “è quello della frammentazione, con i diversi soggetti del Servizio sanitario nazionale arroccati nei propri ambiti”. Per Agenas, invece, "la priorità è andare tutti nella stessa direzione e creare le condizioni per una maggiore integrazione". La questione centrale, in un contesto in cui i sindacati sostengono posizioni differenti sulla riforma, riguarda il modo in cui le nuove Case di Comunità saranno organizzate e il ruolo che al loro interno avranno i medici di medicina generale. "Il loro ruolo non è già determinato, lo dobbiamo costruire insieme. L’obiettivo è arrivare a modelli capaci di coinvolgerli attraverso una rete di servizi in cui i professionisti svolgono un ruolo centrale”. Ora cheil target di realizzazione delle Case della comunità è stato raggiunto,cambia la natura del monitoraggio svolto da Agenas. “Continuerà ad avere cadenza semestrale – ha spiegato Tanese – e già dal prossimo rapporto non si dovrà fotografare solo quanti interventi sono stati realizzati, ma come le aziende sanitarie stanno implementando il nuovo assetto organizzativo”. Un quadro destinato a essere ancora “molto eterogeneo tra le Regioni”. Per questo, conclude Tanese, non condivide chi si affretta a dare un giudizio sulla riforma.“Affrettarsi a dichiarare il fallimento di una riforma così importante solo perché, a distanza di poco tempo, le Case della comunità non hanno espresso ancora tutta la loro potenzialità significa mortificare lo sforzo fatto dal sistema sanitario e non guardare avanti a ciò che si sta costruendo”.
   

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