Cia, divario insostenibile tra prezzi all'origine e quelli spesi al dettaglio
(ANSA) - ROMA, 13 OTT - A settembre, per i prodotti ortofrutticoli italiani, le carote sono passate da 0,28 euro al chilo sul campo a 1,46 euro al chilo sulla tavola (+421%); l'uva da tavola da 0,58 euro al chilo a 2,99 euro (+416%); le melanzane da 0,62 a 2,75 euro (+344%); le pesche da 0,74 a 2,88 euro (+290%); i peperoni da 0,92 a 3,15 euro (+242%); le pere Abate da 1,18 a 3,22 euro (+173%); le zucchine da 1,05 a 2,82 euro (+168%) e la lattuga romana da 1,68 a 3,48 euro (+107%). A comunicare l'andamento economico del settore, denunciando un divario insostenibile con un'analisi sui prezzi riconosciuti all'origine e quelli spesi al dettaglio, è la Cia agricoltori italiani con la mobilitazione contro la crisi che ha preso il via oggi davanti a Montecitorio.
L'organizzazione agricola sottolinea inoltre che "a rendere ancora più grave il quadro è la contestuale impennata dei costi operativi". "Ad agosto 2026, rispetto all'estate precedente, i carburanti agricoli - rileva l'organizzazione agricola - sono aumentati del 40% e i fertilizzanti del 12%, mentre per le famiglie il gasolio per autotrazione è cresciuto del 27%, la benzina del 16% e le spese per abitazione, acqua, elettricità e gas del 9%". "Per le imprese agricole, il confronto con il 2021, prima dei conflitti in Ucraina e Medio Oriente, restituisce - aggiunge Cia - la vera portata dello shock con il gasolio agricolo che è passato da 0,48-0,70 euro al litro a 1,50-1,70 euro al litro (+143%)". "Nello stesso arco di tempo, i concimi e fertilizzanti, a seconda delle tipologie, hanno registrato - conclude l'organizzazione agricola - rincari dal 40% fino al 100%". (ANSA).