Si cerca uno standard per misurare il tempo sulla Luna
Alto Adige

Si cerca uno standard per misurare il tempo sulla Luna

Martedì 13 ottobre 2026
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Si sono dati appuntamento aVersailles per stabilire uncriterio comunepermisurare il tempo sulla Luna: gli esperti di scienza della misura sono riuniti dal 12 al 15 ottobre nellaConferenza internazionale su pesi e misure, per decidere come misurare il tempo sulla Luna in vista dellefuture attività previste sulsuolo lunare, dalla vita degli astronauti nellebasi fino allecomunicazioni. Altri temi di primo piano sono laridefinizione del secondoalla luce della tecnologia sempre più precisa degli orologi atomici e ilpossibile addio al secondo intercalare, ossia la convenzione introdotta da tempo per allineare il ticchettio degli orologi atomici al rallentamento periodico della rotazione terrestre.

La prima scommessa è trovare uncriterio condivisoper sapereche ore sono sulla Luna, alla luce degli interessi crescenti da parte di molti Paesi membri della Convenzione del metro, osserva il direttore scientifico dell'Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (Inrim), Davide Calonico. E' tra gli esperti che a Versailles si stanno confrontando per valutare le scelte possibili. "Nei prossimi giorni voteremo: sarà un passo in avanti, e nei prossimi anni si definirà lo scenario e riferimento da utilizzare".

Stabilire in modo univoco che ore sono sulla Luna è un'esigenza espressa da almeno otto agenzie spaziali: dalla Nasa e l'Agenzia Spaziale Europea alla giapponese Jaxa e alla cinese Cnsa, così come dell'Agenzia Spaziale Italiana. E' un'esigenzache la Nasa ha espresso dal 2024, quando si pensava di poter avere entro la fine del 2026 ilCoordinated Lunar Time (Ltc), basato sul Coordinated Universal Time (Utc) della Terra eadattato alle operazioni sulla Luna.
Utilizzare l'Utc sulla Luna non è possibileperché è unamisura del tempolegata aisistemi terrestrie, per lateoria della relatività, unosservatore sulla Luna vedrebbe unorologio terrestreperdere in media58,7 microsecondi. Sarebbero quindi necessariquasi 50 anni per accumulare uno scarto di un secondo: unadifferenza minima, ma significativaper tutte leoperazioni che richiedono una grandissima precisione, come lanavigazione satellitaree lecomunicazioni.

Un altro obiettivo, prosegue Calonico, è "riaffermare che stiamo facendo un percorso verso laridefinizione del secondosulla base di unnuovo standard e la grande ambizione è ridefinire il secondo per il2030". L'esigenza nasce dai progressi fatti nella tecnologia degliorologi atomici, che oggi garantiscono un'accuratezza 100 volte superiore, pari a un miliardesimo di miliardesimo di secondo. "E' una discussione sia tecnico scientifica sia politica, poiché richiede una sintesi delle posizioni di oltre 90 Paesi", ha detto Calonico. "L'Italia è al lavoro su 14 criteri", ha aggiunto. "L'obiettivo comune è raggiungere l'accordo su una scelta sostenibile nel tempo" e che offra il "vantaggio di avere una misura più precisa del tempo, con ricadute importanti sulla società e la scienza, dalle telecomunicazioni e le tecnologie quantistiche, passando per l'ambiente spaziale del futuro.

Da Versailles, infine, è attesa la decisione destinata aeliminare il secondo in piùche, su richiesta degli astronomi, ogni tre anni viene introdotto per bilanciare il ritardo nella rotazione dell'asse terrestre

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