La ventilazione naturale protegge la struttura in legno della Basilica di S. Croce
Alto Adige

La ventilazione naturale protegge la struttura in legno della Basilica di S. Croce

Giovedì 15 ottobre 2026
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Un sistema diventilazione naturale, concepito daicostruttori medievali, per favorirel'asciugatura dellegno in caso diinfiltrazioni d'acqua nelle coperture lignee dellaBasilica di Santa Croce e dellecappelle laterali. E' una delle scoperte emerse dalla prima prima diagnosi completa del complesso sistema dicapriate,travi ed elementi strutturali collocati fino a 35 metri di altezza che da oltresei secoli sostiene una delle chiese più celebri d'Italia.

 

 

Lo studio, condotto dall’Istituto per la BioEconomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Ibe) nell'ambito dei progetti Cobalto e Palco finanziati dalla Regione Toscana, ha fornito unquadro conoscitivo senza precedenti di questo patrimonio nascosto, fornendo nuovebasi per la suatutelaeconservazione.In particolare sono statidocumentati materiali, tecniche costruttive e stato di conservazione delle strutture, censendo circa530 metri cubi di legname storico e ricostruendo una storia secolare di manutenzioni e trasformazioni. 

“Tra i risultati più significativi -  spiega Nicola Macchioni del Cnr-Ibe - il sofisticato sistema di ventilazione naturale per favorire l'asciugatura del legno in caso di infiltrazioni d'acqua. Una soluzione che testimonia la profonda conoscenza del materiale da costruzione e che ha contribuito in modo determinante alla conservazione delle strutture fino ai giorni nostri". L'indagine ha inoltre consentito diricostruire laprovenienza dei principalilegnami impiegati. "L'abete bianco - sottolineano le colleghe Margherita Vicario e Margherita Franchi - utilizzato per gli elementi di maggiori dimensioni proveniva dalle foreste dell'alto bacino dell'Arno, tra Casentino e Mugello, mentre legnami come il castagno, impiegati in elementi più piccoli, arrivavano dalle aree collinari circostanti Firenze, testimonianza di una filiera del legno già fortemente integrata con il territorio toscano". 

L'impiego di piattaforme aeree, strumenti diagnostici non invasivi,trapani strumentati edendoscopi digitali ha consentito diesaminare leparti non direttamente accessibili e di acquisire dati sulla presenza di eventuali degradi causati da insetti e funghi, sui livelli di umidità e sulle caratteristiche dei collegamenti strutturali, compresi quelli introdotti durante restauri e manutenzioni. 

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