Sanità, crescono investimenti in IA ma solo il 2% dei medici ha competenze adeguate
(ANSA) - ROMA, 16 OTT - Nel 2025 la spesa italiana per la sanità digitale ha raggiunto i 2,7 miliardi di euro, con un incremento del 9% rispetto all'anno precedente, mentre gli investimenti specifici in intelligenza artificiale e analytics sono passati da 121 milioni di euro nel 2022 a 228 milioni, crescendo di quasi il 90% in tre anni.
A questa accelerazione, però, non corrisponde ancora un'adeguata preparazione degli operatori: soltanto il 30% dei medici dichiara di aver ricevuto una formazione sull'intelligenza artificiale, appena il 2% degli specialisti possiede competenze considerate buone o ottime e il 73% dei direttori generali segnala una preparazione digitale del personale ancora insufficiente. È il quadro discusso a Welfair 2026 - La fiera del fare Sanità, promossa da Roma Fiera e B-Sanità by Experience, durante la quale si sono riuniti quattro tavoli per discutere di come l'intelligenza artificiale stia cambiando la sanità italiana.
"La diffusione dell'IA impone un ripensamento della governance sanitaria e delle responsabilità cliniche", osserva Andrea Lisi, presidente di Anorc (Associazione nazionale operatori e responsabili della custodia di contenuti digitali).
"La legge 132/2025 - prosegue - ribadisce il ruolo decisionale del medico ma resta aperto il problema della distribuzione delle responsabilità tra professionisti, strutture sanitarie e produttori delle tecnologie, anche sotto il profilo assicurativo. Parallelamente, il quadro normativo europeo richiede alle aziende sanitarie di integrare sicurezza, protezione dei dati e valutazione dei rischi nell'intero ciclo di utilizzo delle tecnologie".
Tra le diverse pratiche di IA citate figurano: un algoritmo per individuare in anticipo lo sviluppo del tumore del colon; un algoritmo per identificare i segni del tumore alla laringe nella voce e che potrebbe divenire una app trasformando lo smartphone in point of care; un algoritmo per calcolare il rischio di caduta a tre anni dalla prima visita per il Parkinson. Altro tema affrontato è la lentezza della concessione dei dati da parte delle strutture sanitarie per l'addestramento dei sistemi IA, superabile utilizzando sempre più i cosiddetti 'dati sintetici', informazioni artificiali che replicano le proprietà statistiche e matematiche di un dataset reale, senza contenere dati personali o sensibili. (ANSA).