Camera, Davide Tranchina esplora i confini tra fotografia e realtà
(ANSA) - TORINO, 16 OTT - Oltre vent'anni di ricerca sul rapporto tra fotografia e realtà, tra ciò che vediamo e ciò che immaginiamo. È il percorso al centro di "Davide Tranchina.
Light-years Away", la mostra personale che Camera - Centro Italiano per la Fotografia ospita nella Project Room fino al 6 gennaio 2027.
L'esposizione ripercorre il lavoro dell'artista bolognese, nato nel 1972, che indaga la possibilità di costruire immagini capaci di mettere in discussione ciò che normalmente riconosciamo come fotografico. Oggetti, paesaggi e fenomeni naturali diventano così elementi attraverso cui trasformare la realtà in qualcosa di ambiguo, sospeso tra esperienza e invenzione.
Nelle opere di Tranchina convivono installazioni complesse, che mettono in relazione fotografia e spazio, e immagini di piccolo formato e Polaroid, più vicine all'osservazione diretta.
Due approcci che contribuiscono a interrogare la natura dell'immagine e i meccanismi della percezione.
Per Camera l'artista ha realizzato un'opera inedita, concepita appositamente per la Project Room. La mostra è curata da Walter Guadagnini, in collaborazione con la Galleria Studio G7 di Bologna, e accompagnata da un catalogo pubblicato da Dario Cimorelli Editore. Il 3 dicembre, alle 18.30, è in programma un incontro con l'artista e il curatore.
Il progetto si estende anche fuori dagli spazi espositivi: il 30 ottobre inaugura da Berberè Pizzeria, all'interno di Binaria Centro Commensale del Gruppo Abele, "Apparent Horizons", installazione site-specific composta da otto lightbox. L'opera, realizzata con il sostegno di Berberè, trasforma lo spazio in una struttura luminosa che invita a guardare oltre la dimensione quotidiana, verso una suggestiva idea di infinito. (ANSA).