Dall'oncologia ai farmaci, arriva risonanza magnetica di ultima generazione
(ANSA) - ROMA, 19 OTT - Studiare la struttura di molecole e proteine senza alterarle, accelerando la ricerca su malattie rare, oncologia e drug discovery. È ciò che rende possibile il nuovo spettrometro di risonanza magnetica nucleare Bruker Avance Neo da 800 MHz, acquisito nell'ambito di BioSpecNet, il consorzio scientifico costituito da Italfarmaco e dall'istituto di ricerche chimiche e biochimiche 'G. Ronzoni'. Installato presso la sede milanese dell'Istituto G. Ronzoni, è il primo strumento di questa potenza nel settore privato italiano e il primo a essere operativo nel Nord del Paese: in Italia, infatti, esistono oggi soltanto altri tre sistemi Nmr da 800 MHz, tutti collocati in contesti universitari pubblici, mentre in Europa se ne contano poco più di sessanta.
Le possibilità di utilizzo del nuovo strumento sono ampie e riguardano alcuni dei fronti più attivi della ricerca biomedica contemporanea: Nella drug discovery, l'Nmr permette di osservare come un farmaco sperimentale si aggancia al proprio bersaglio biologico, un'informazione decisiva per capire se una molecola funzionerà davvero, molto prima di arrivare alla fase clinica. Nella biologia strutturale, lo strumento consente di ricostruire l'architettura tridimensionale di proteine complesse, spesso al centro di processi patologici ancora poco compresi. Nella metabolomica, permette di analizzare simultaneamente centinaia di piccole molecole presenti in un fluido biologico.
Nella chimica dei carboidrati, area di eccellenza storica dell'Istituto G. Ronzoni fin dai suoi studi sull'eparina, la maggiore risoluzione dello strumento apre a una caratterizzazione più fine di polisaccaridi complessi, alla base di molte ricerche su farmaci antitrombotici e antitumorali.
"Disporre di una piattaforma di questo livello significa poter studiare biomolecole e interazioni farmaco-proteina con un grado di dettaglio che fino a oggi non era disponibile nella nostra struttura", dichiara Marco Guerrini, direttore dell'Istituto G.
Ronzoni. "La partnership con Istituto G. Ronzoni ci ha permesso di mettere a disposizione della ricerca una tecnologia di frontiera", conclude Christian Steinkuhler, chief scientific officer di Italfarmaco. (ANSA).