Carte d'identità elettroniche senza microchip, quattro denunciati in Bassa Atesina
Tre casi a Laives e uno a Termeno da luglio. Tra le possibili motivazioni, i carabinieri sospettano si sia diffusa la falsa convinzione che il dispositivo possa controllare gli spostamenti delle persone
LAIVES. Quattro persone denunciate da luglio per aver rimosso il microchip dalle carte d'identità elettroniche. È il bilancio dei controlli effettuati dai carabinieri della Compagnia di Egna in Bassa Atesina, dove sono stati accertati tre episodi a Laives e uno a Termeno. Dietro le manomissioni potrebbe esserci anche la falsa convinzione che il dispositivo elettronico consenta di localizzare e controllare gli spostamenti dei cittadini. Un timore privo di fondamento tecnico, precisano i militari.
L'ultimo episodio risale al 20 ottobre, quando un 47enne residente a Laives si è presentato alla locale Stazione dei carabinieri esibendo il proprio documento durante le procedure di identificazione. I militari hanno riscontrato un'anomalia, accertando l'asportazione volontaria del microchip contactless. La carta è stata sequestrata e l'uomo denunciato in stato di libertà per un'ipotesi di falsità documentale.
Il fenomeno viene segnalato anche in altre zone d'Italia. Il microchip delle carte d'identità elettroniche contiene informazioni anagrafiche e biometriche e permette l'identificazione elettronica e l'accesso ai servizi digitali. Non dispone però di GPS né di sistemi per tracciare a distanza le persone. Secondo i carabinieri, oltre alle convinzioni infondate sulla sorveglianza, non si possono escludere tentativi di ostacolare i controlli elettronici o agevolare frodi documentali.
Le conseguenze possono essere pesanti. La manomissione di un documento d'identità può configurare reati puniti, a seconda delle circostanze, con la reclusione da quattro mesi a due anni. Nei casi riconducibili al possesso di documenti d'identificazione falsi validi per l'espatrio, le pene previste possono arrivare a cinque anni di carcere. I carabinieri invitano i cittadini a non alterare i documenti e a segnalare eventuali danneggiamenti accidentali agli uffici competenti.