Medicina estetica, contro l'abusivismo formazione qualificata e Registro nazionale
Alto Adige

Medicina estetica, contro l'abusivismo formazione qualificata e Registro nazionale

Venerdì 23 ottobre 2026
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(ANSA) - ROMA, 23 OTT - La medicina estetica arriva all'attenzione della Camera dei deputati con una proposta condivisa da diverse associazioni scientifiche, tra cui la Fime (Federazione italiana medici estetici), che da anni richiama la necessità di percorsi formativi verificabili e strumenti pubblici a tutela dei pazienti.
    La proposta, presentata dai deputati Annarita Patriarca e Luciano Ciocchetti nell'ambito dell'esame del disegno di legge sulla riorganizzazione delle professioni sanitarie che sarà discusso nei prossimi giorni, punta a introdurre criteri nazionali per la formazione dei medici e un Registro pubblico dei professionisti qualificati.
    Per il presidente della Fime Nicola Zerbinati, "la sicurezza dei pazienti deve essere il punto di partenza. In un settore in costante crescita, ogni cittadino deve poter verificare la formazione e l'esperienza del medico a cui si affida. Servono regole chiare, valide su tutto il territorio nazionale, per distinguere le competenze documentate dalla semplice promozione sui social".
    L'urgenza del tema è confermata anche dai controlli effettuati nel settore: nel primo semestre del 2026 i Carabinieri dei Nas hanno svolto 777 verifiche in centri e ambulatori estetici. Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha definito l'abusivismo nella medicina estetica un "fenomeno serio", sottolineando che i controlli, da soli, non bastano. La proposta prevede che possano essere inseriti nel Registro i medici in possesso di una formazione specifica e documentata.
    "L'obiettivo è aiutare i pazienti a distinguere un percorso clinico serio da una semplice offerta commerciale", osserva Raffaele Rauso, vicepresidente della Fime. "La medicina estetica - prosegue - non è un servizio alla persona privo di rischi: è medicina e richiede diagnosi, anamnesi, consenso informato e capacità di prevenire e gestire le complicanze. Ci auguriamo che il percorso possa tradursi rapidamente in regole effettive, a tutela dei pazienti e dei professionisti qualificati". (ANSA).
   

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