Cellule immunitarie proteggono il cervello dal Parkinson
Alto Adige

Cellule immunitarie proteggono il cervello dal Parkinson

Sabato 24 ottobre 2026
1 visualizzazione

Lecellule immunitariedelcervellopotrebbero diventare unanuova arma controilParkinson:alcune di loro sono infatticapaci di 'rosicchiare' e rimuovereselettivamente gliaggregatiproteici chedanneggianoineuroni.Comprendere come potenziarne il funzionamento, senza scatenare un'infiammazione dannosa, potrebbe aiutare lo sviluppo dinuove terapie. Lo indica lo studiopubblicato su Science Translational Medicine dall'Università di Oxford. 

Le cellule immunitarie residenti nel cervello formano la cosiddetta 'microglia' e agiscono come unaprima linea di difesa: rispondono ai danni, rimuovono i detriti cellulari e partecipano alla formazione delle connessioni tra i neuroni. Tuttavia, se attivate in modo persistente, possono contribuire all'infiammazione e al danno neuronale. Per comprenderne meglio il funzionamento, i ricercatori hannosviluppato modelli basatisucellule staminaliumane (derivate da cellule staminali pluripotenti indotte, iPsc) che hanno permesso di studiare congiuntamentelamicrogliacon ineuroni dopaminergiciumani, quelli che nel Parkinson vengono danneggiati dagli aggregati della proteina alfa-sinucleina.

Dai risultati degli esperimenti è emerso che una specifica popolazionedicelluledella microglia è in grado diridurregli aggregati dannosi di alfa-sinucleinarimuovendo selettivamentepiccoleporzioni del neuroneattraverso unprocesso noto cometrogocitosi, durante il quale le cellule 'rosicchiano' materiale proveniente da un'altra cellula. Ciò rivela un nuovo meccanismo mediante il quale la microglia può eliminare materiale nocivo preservando, al contempo, la struttura e la funzionalità complessive del neurone.

"Ciò che colpisce è laprecisione di questarisposta",afferma il primo autore dello studio, Hung-Ju Chueh. "La microglia non si limita a inglobare i neuroni danneggiati, ma rimuove parti del neurone contenenti alfa-sinucleina aggregata. Ciò suggerisce che, indeterminate fasidellamalattia,lamicroglia aiuti i neuroni a eliminare materiale potenzialmente dannoso". I ricercatori hanno individuato diverse molecole segnale che regolano finemente questa risposta e hanno anche scoperto che laproteina Gpnmbne aumenta l'efficacia.

Condividi questo articolo