Nuova legge elettorale, 32 altoatesini ricorrono alla Consulta
Alto Adige

Nuova legge elettorale, 32 altoatesini ricorrono alla Consulta

Martedì 27 ottobre 2026
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Contestati il premio di maggioranza e la ridefinizione dei collegi del Senato. L'iniziativa coinvolge 25 sedi giudiziarie italiane. I ricorrenti chiedono un esame della Consulta prima delle prossime elezioni politiche

BOLZANO.Trentadue cittadini dell'Alto Adige hanno presentato ricorso al Tribunale ordinario di Trento contro la nuova legge elettorale nazionale, la numero 180 del 2026, chiedendo che 13 questioni di legittimità costituzionale vengano sottoposte alla Consulta. Al centro della contestazione ci sono il peso del voto, il premio di maggioranza e la tutela delle minoranze linguistiche. L'iniziativa è stata illustrata oggi, 27 ottobre, al Consiglio provinciale di Bolzano da Stefania Baroncelli, docente della Libera Università di Bolzano, dall'avvocato Gianni Lanzinger e dall'ex senatore Oskar Peterlini.

Il nodo più delicato per l'Alto Adige riguarda la nuova delimitazione dei collegi uninominali del Senato. Secondo i promotori, quello di Bolzano-Laives conta circa 91mila elettori, contro i 158mila di Merano. Una differenza che, nel confronto aritmetico tra i due collegi, porterebbe il voto di un elettore bolzanino a pesare circa 1,7 volte quello di un elettore meranese. Contestata anche la riduzione della presenza dei gruppi linguistici tedesco e ladino nel collegio di Bolzano, dal 41 al 25%, e la soglia regionale del 20% prevista per le liste delle minoranze linguistiche.

«Le regole elettorali non sono una questione puramente tecnica. Determinano quanto conta ciascun voto», osserva Baroncelli. Sul piano nazionale il ricorso contesta il premio di maggioranza, che consentirebbe a una lista o coalizione con almeno il 42% dei consensi di ottenere 70 seggi aggiuntivi alla Camera e 35 al Senato. Tra le altre criticità indicate figurano capilista bloccati, candidature multiple, parità di genere e raccolta delle firme. Per Peterlini, la nuova geografia elettorale rischia inoltre di compromettere un equilibrio territoriale legato alla storia dell'autonomia altoatesina.

L'azione giudiziaria rientra nella mobilitazione della Rete per un voto libero ed uguale, che ha promosso ricorsi in 25 sedi giudiziarie italiane. Sarà ora il Tribunale di Trento a valutare se trasmettere le questioni alla Corte costituzionale. «Vogliamo che la costituzionalità delle regole venga verificata prima che siano applicate», spiega Lanzinger. L'obiettivo dei promotori è ottenere una pronuncia possibilmente prima delle elezioni politiche, che potrebbero svolgersi nella primavera del 2027.

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