Immigrazione in Alto Adige, stranieri in crescita del 4,4%: sono più di 60 mila
Presentato a Bolzano il Dossier Statistico Immigrazione 2026. Nelle scuole altoatesine gli alunni con cittadinanza straniera sono 11.687. Il contributo all'economia e le sfide dell'integrazione
BOLZANO. Sono 60.411 i cittadini stranieri residenti in Alto Adige, pari all'11,1% della popolazione complessiva. Un dato in crescita del 4,4% rispetto all'anno precedente e superiore alla media nazionale del 9,4%. È quanto emerge dal Dossier Statistico Immigrazione 2026, presentato martedì 27 ottobre a Bolzano dal Centro Studi e Ricerche IDOS.
La popolazione straniera altoatesina si caratterizza per un'età relativamente giovane: il 46,4% ha tra i 18 e i 44 anni, mentre le donne rappresentano il 51% del totale. Il 60,6% proviene da Paesi europei, il 20,6% dall'Asia, il 13,6% dall'Africa e il 5,2% dall'America. Le comunità più numerose sono quelle provenienti da Albania, Germania, Pakistan, Romania e Marocco.
Particolarmente significativo il contributo al mercato del lavoro. In Trentino-Alto Adige i lavoratori stranieri rappresentano il 10,9% della forza lavoro, contro il 10,7% nazionale. Il tasso di occupazione complessivo regionale raggiunge il 73%, rispetto al 62,5% italiano. Secondo Matthias Oberbacher, consulente IDOS, la presenza straniera è ormai fondamentale per numerosi settori economici: «Se questo 11 per cento circa venisse a mancare, si creerebbe un vuoto notevole».
Un altro indicatore riguarda la scuola. Nell'anno scolastico 2025/2026 sono 11.687 gli alunni con cittadinanza straniera iscritti negli istituti altoatesini, pari al 12,9% della popolazione scolastica. Numeri che evidenziano l'importanza delle politiche educative e del sostegno linguistico per favorire l'inclusione.
Astrid Wiest, direttrice dell'Ufficio provinciale per la Tutela dei minori e l'inclusione sociale, ha sottolineato come le statistiche rappresentino uno strumento essenziale per orientare le decisioni amministrative. «Dietro queste cifre ci sono persone con aspettative e prospettive», ha ricordato, indicando nell'istruzione e nella conoscenza delle lingue due condizioni fondamentali per la partecipazione alla vita sociale.
Durante la presentazione, Fernando Biague di IDOS ha richiamato anche il contributo economico dell'immigrazione a livello nazionale. Secondo i dati illustrati, il saldo tra entrate e spese pubbliche riconducibili all'immigrazione sarebbe positivo per circa quattro miliardi di euro, anche grazie ai contributi previdenziali versati dai lavoratori stranieri.
Il convegno di Bolzano ha infine dato spazio a due esperienze locali di integrazione: il progetto SAI della Comunità comprensoriale Burgraviato, illustrato da Susanna Vetturelli, e le attività dell'associazione Scioglilingua, presentate dall'insegnante volontaria Annamaria Molin.