Valle Aurina, ritrovato un fusto di birra perso sul ghiacciaio oltre 50 anni fa
Alto Adige

Valle Aurina, ritrovato un fusto di birra perso sul ghiacciaio oltre 50 anni fa

Mercoledì 28 ottobre 2026
1 visualizzazione

Un temporale ha fatto riaffiorare dal ghiaccio un contenitore da 40 chili, precipitato da un elicottero durante il trasporto verso il Rifugio Sasso Nero. Il runner di montagna Daniel Oberlechner lo ha recuperato e portato a valle

VALLE AURINA. Un fusto di birra rimasto intrappolato per oltre mezzo secolo in un crepaccio di un ghiacciaio della Valle Aurina è tornato a valle, riportando alla luce una curiosa vicenda legata ai trasporti in alta quota. Il contenitore, del peso di 40 chili, era precipitato durante una consegna al Rifugio Sasso Nero tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta. A recuperarlo è stato Daniel Oberlechner, runner di montagna di 42 anni, che ha individuato il fusto dopo che un temporale lo aveva fatto riaffiorare dal ghiaccio.

La storia è stata raccontata da Lukas Harpf, mastro birraio e titolare dell'omonima azienda di distribuzione di bevande in Val Pusteria, dove Oberlechner lavora da molti anni come autista. La passione per la corsa in montagna ha permesso al dipendente di ritrovare il vecchio carico, rimasto nascosto per decenni tra i ghiacci.

«Daniel lavora da molti anni come autista per noi, la sua grande passione è la corsa in montagna», spiega Harpf. Più volte alla settimana, dopo il lavoro, Oberlechner parte dal suo paese, San Giovanni, e raggiunge di corsa il Rifugio Sasso Nero, affrontando un dislivello di quasi 2.000 metri.

Una volta individuato il fusto, il runner è riuscito a riportarlo a valle utilizzando un carrello montacarichi. Un'impresa impegnativa, considerato il peso del contenitore e il percorso da affrontare, ma che ha permesso di recuperare una testimonianza di una consegna finita male oltre cinquant'anni fa.

La sorpresa più grande è arrivata al momento dell'apertura e della degustazione. Nonostante il lunghissimo periodo trascorso sotto il ghiaccio, la birra ha mantenuto caratteristiche sorprendenti. Il colore ambrato, il sapore e persino il grado di anidride carbonica sono risultati ancora soddisfacenti.

«La birra era impeccabile. Il sapore, il colore ambrato e persino il grado di anidride carbonica erano ancora buoni», conferma Harpf.

Condividi questo articolo