Sinner, Caronti: «Il problema potrebbe risalire a una caduta da bambino»
Il chiropratico che ha seguito il campione dai 13 anni propone una lettura legata all’equilibrio e alla sicurezza negli appoggi. Un’interpretazione personale che collega un episodio dell’infanzia alla successiva caduta sull’erba
SESTO. Il dolore al ginocchio di Jannik Sinner potrebbe avere radici nell’infanzia. È l’ipotesi proposta da Alfio Caronti, il chiropratico che lo ha seguito da ragazzo, in un’intervista pubblicata sulla Gazzetta dello Sport. Mentre il campione prosegue le cure per l’infiammazione alla bandelletta ileotibiale, Caronti offre una lettura personale del problema, legata all’equilibrio e alla sicurezza nei movimenti.
Caronti racconta di aver iniziato a lavorare con Sinner quando aveva 13 anni, all’Accademia di Riccardo Piatti, accompagnandone lo sviluppo con esercizi sull’equilibrio. «Jannik è una macchina perfetta, che però ha bisogno di manutenzione». La sua potenza, sostiene, nasce dalla coordinazione tra contrazione e rilassamento dei muscoli, più che dalla massa muscolare.
Il chiropratico ricorda una caduta all’indietro, dopo uno spintone, quando Sinner aveva circa cinque anni. Secondo la sua interpretazione, quell’episodio avrebbe lasciato una paura inconscia, osservata anni dopo in alcuni movimenti. Caronti collega questa insicurezza anche alla caduta di Wimbledon, che a suo giudizio potrebbe aver accentuato una difficoltà nell’appoggio destro. Il nesso con l’infiammazione resta una sua ipotesi.
Per Caronti, occorrerebbe recuperare fiducia nella gamba destra e nelle cadute attraverso esercizi progressivi. Nell’intervista sottolinea anche il contributo dello sci alla formazione di Sinner: l’abitudine a preparare la curva successiva si ritroverebbe nella capacità di recuperare subito la posizione dopo ogni colpo. Non viene indicata una data per la ripresa degli allenamenti.