Spaccio, liti e furti: una notte con le Volanti
Una sera a bordo di un’auto civetta della Questura di Bolzano, tra controlli, furti al WaltherPark, segnalazioni di spaccio e persone senza dimora
BOLZANO. Ore 19.30 di lunedì sera. La radio collegata con la sala operativa gracchia le segnalazioni alle cinque volanti in servizio. Sono le telefonate dei cittadini rimbalzate dal 112, le comunicazioni dei colleghi, le sirene delle ambulanze. Dalla Questura di Largo Palatucci saliamo su un'auto civetta assieme alla commissaria capo Mariarosaria Latella e al sostituto commissario Vanni Pagati. Smonteremo alla fine del turno, a mezzanotte. Entrambi sono tranquilli. Una raccomandazione: rimanere lontani qualora un intervento dovesse farsi pericoloso. Di media, ogni settimana, almeno un agente resta ferito. Sono semplici controlli, che per un motivo o per l'altro degenerano in violenza.
Bolzano, vista dall'abitacolo della Polizia, sembra più piccola, più raccolta. Sarà per la velocità con cui ci si sposta da un quartiere all'altro. «Noi – spiega Pagati – ci occupiamo delle zone "Alfa" e "Bravo", quindi il centro, Don Bosco, l'area dell'ospedale. I Carabinieri hanno la zona industriale, detta "Charlie" nell'alfabeto militare. I luoghi più monitorati? Via Milano, via Torino e via Palermo, oltre alla zona della stazione». È lì che andiamo. Una volante si ferma in piazza Berloffa. Due agenti scendono dalla volante e comunicano via radio che stanno eseguendo un controllo su due uomini incappucciati, seduti su una panchina. Dal tablet, digitando i loro nomi e cognomi, notano che il più giovane – un tunisino di 34 anni – era già stato allontanato dal questore con un foglio di via. Viene denunciato a piede libero. L'altro, un connazionale di 40 anni, è incensurato, con tutti i documenti in regola.
È sempre la radio a dettare l'agenda nel dedalo urbano. Alle 20.09 la sala operativa avvisa di un furto in corso al WaltherPark, all'Esselunga. A segnalarlo al numero d'emergenza, un vigilante del centro commerciale. Le pattuglie si precipitano tutte in via Alto Adige. Un responsabile del punto vendita si dirige verso un agente, è esasperato: «Non ce la facciamo più, qua rubano ogni giorno...». Due ladri vengono intercettati prima della fuga e portati in una stanza del supermercato, dove vengono proiettate le immagini delle telecamere di videosorveglianza. I filmati li inchiodano, non bastasse la testimonianza dei commessi. Dentro le borse della spesa rubate, spuntano bottiglie di superalcolici, che vengono usate spesso come merce di scambio per la droga. I due vengono denunciati per furto. Sono le 20.32 e la radio gracchia ancora: c'è un terzo ladro, che è riuscito a scappare ma si troverebbe ancora all'interno del WaltherPark. Lorenzo, il capo turno, ordina ai "suoi" di portarsi ai piani successivi. In pochi minuti viene catturato. Lo conoscono bene: un italiano di seconda generazione, attorno ai 35 anni, nato a Bolzano, con alle spalle qualcosa come duecento denunce. Le più frequenti: ricettazione, spaccio, rapina, minacce, violenza a pubblico ufficiale. Puntualmente trascorre qualche giorno in carcere e poi ritorna in libertà per delinquere. La Polizia agisce all'interno dei suoi confini: esegue l'intervento, stila una relazione alla fine del turno con tutte le notizie di reato che poi viene inoltrata all'autorità giudiziaria. È il tribunale, successivamente, a decidere il loro destino.
Ore 21.08. La situazione si fa apparentemente più tranquilla e la nostra auto civetta si dirige verso il bivio Merano-Mendola per i controlli alle vetture di passaggio. Alla guida c'è il sostituto Vanni Pagati, una vita in polizia, prossimo alla pensione ma ancora con l'entusiasmo di un ragazzino. Ha girato tutta Italia: Milano, Torino, Brescia. Palermo nel periodo delle stragi mafiose. «Qui, paradossalmente, ci sono più interventi di media rispetto alle grandi città perché un sassolino è percepito come un masso dalla popolazione altoatesina. Il che spesso è un bene – racconta Pagati – perché significa che la collaborazione tra la comunità e la Questura è forte. Le segnalazioni inutili? Non esistono. Anche un piccolo dettaglio, in passato, ci ha aiutato a dare una svolta alle indagini». Annuisce Mariarosaria Latella, assegnata a Bolzano nel 2020, a capo dell'Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico: «La sezione Volanti – dice – è quella più dinamica, non a caso ci lavorano molti giovani, qualcuno anche di 22-23 anni. C'è un bel ricambio generazionale. A Bolzano ci sono zone storicamente più complicate di altre, come piazza Erbe o via Cappuccini, ma l'imprevisto è dietro l'angolo un po' ovunque». Quattro i veicoli controllati dagli agenti: i conducenti sono tutti puliti e in regola con la licenza.
Si sono fatte le 22. Giusto il tempo di ritornare verso la Questura che una volante di passaggio rilancia con un nuovo allarme: un gruppetto di persone, forse spacciatori, si è radunato in via Wolkenstein. A gran velocità, due pattuglie chiudono le uscite del vialetto. Una parcheggia in via Cappuccini, l'altra in via Isarco. Luoghi noti per lo spaccio di droga in città. E infatti, la segnalazione si conferma fondata. Vengono tutti perquisiti, giovani tra i 20 e i 30 anni, tranne uno che riesce a intrufolarsi dentro una zona condominiale e a fare perdere le proprie tracce. Un ragazzo marocchino tira fuori dalla tasca una bustina: c'è dell'hashish al suo interno. Viene "solo" denunciato per spaccio di sostanze stupefacenti. Per l'arresto è infatti necessario che lo scambio sia colto in flagranza.
Nel frattempo una volante deve staccarsi, perché dalla centrale operativa segnalano una persona bivaccare all'interno della Volksbank di via Leonardo Da Vinci.
Sono le 22.38. È un problema serio, quello dei senzatetto. Talvolta si parla perfino di lavoratori: stagionali o rider che fanno consegne in città. È il caso di quest'uomo steso sopra un cartone, vicino ad un bancomat. Un agente inserisce la carta d'identità nel lettore per aprire le porte scorrevoli della filiale. Con grande delicatezza, compresa la situazione, viene identificato e successivamente consigliato a rivolgersi ad una delle associazioni che si occupano dell'Emergenza freddo. Da domenica aprono le porte dei dormitori.
È quasi mezzanotte, il turno si sta per concludere, e le strade sono quasi deserte. Altri controlli tra piazza Erbe e via Streiter. Quindi la segnalazione di una lite, subito rientrata. Gli agenti possono tornare in Questura e stilare la relazione della serata. A dare il cambio, per il servizio notturno fino alle 7 di mattina, altri dieci operatori.
Giovani agenti, anche locali
Sono cinquanta coloro che lavorano nella Squadra volante a Bolzano. «L'ho sempre voluto fare fin da piccola – ci racconta Paola, solo 24 anni, di Trento –. Intendo esserci per gli altri e aiutare al momento del bisogno». La maggior parte proviene dal sud Italia. Emanuele, per esempio, originario di Reggio Calabria: «Mi spostai dieci anni fa per motivi sentimentali – dice –. Questo lavoro, se fatto con passione, ti dà tanta felicità». E infine Felix (non rendiamo noti i cognomi per privacy), uno dei pochi poliziotti altoatesini: «Il mio vantaggio è la conoscenza dei bar, dei luoghi, dei locali che frequentavo da piccolo. Ora, con la divisa, vedo la mia città da un altro punto di vista».