Affitti Ipes, con adeguamenti e revisioni dei contratti aumentano gli introiti
I dati mostrano gli effetti del percorso di correzione avviato nel 2022, con canoni più differenziati in base al reddito. La Provincia rivendica un equilibrio tra funzione sociale e sostenibilità economica dell’ente. Dal 1° gennaio 2026 sono entrate in vigore nuove regole di calcolo con revisione dei contratti
BOLZANO. Il percorso di correzione del costo degli affitti Ipes avviato nel 2022 sta producendo risultati, secondo i dati diffusi dalla Provincia. Attualmente 4.666 inquilini pagano tra 101 e 200 euro al mese, 2.316 persone tra 201 e 300 euro, mentre 2.447 inquilini versano oltre 500 euro mensili.
Per l’assessora provinciale all’Edilizia abitativa Ulli Mair, i numeri indicano una politica abitativa che punta a essere accessibile ma anche socialmente equa. L’Ipes, ha sottolineato, mantiene un obiettivo sociale, ma deve gestire in modo responsabile le risorse pubbliche, con affitti commisurati al reddito e un contributo considerato adeguato per garantire la valorizzazione degli alloggi.
Dal 2015, nell’arco di dieci anni, gli affitti medi sono passati da 191 a 315 euro al mese. La Provincia evidenzia anche il doppio adeguamento dell’affitto minimo, prima da 50 a 80 euro e poi da 80 a 120 euro, misura che secondo Mair ha contribuito a rendere il sistema più equilibrato e comprensibile.
In parallelo, l’Ipes finanzia una parte rilevante delle attività attraverso gli affitti: i ricavi annuali degli appartamenti sono cresciuti da circa 27 milioni a circa 44 milioni di euro, ai quali si aggiungono quelli derivanti da garage, posti auto e altri locali. Dal 1° gennaio 2026 è inoltre in vigore una nuova regolamentazione, approvata dalla Giunta provinciale a ottobre, che prevede la revisione dei contratti stipulati prima del 2024 e di quelli successivi, tenendo conto anche della perdita di potere d’acquisto legata all’inflazione.