Referendum, Kompatscher: risultato più netto del previsto, Urzì: occasione perduta
Alto Adige

Referendum, Kompatscher: risultato più netto del previsto, Urzì: occasione perduta

Lunedì 23 marzo 2026
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Doppia lettura politica sull’esito del referendum sulla giustizia. Il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, parla di risultato nazionale più netto del previsto, mentre in regione emerge equilibrio. L’onorevole Alessandro Urzì evidenzia invece una occasione mancata, pur ribadendo il rispetto per il voto IN ALTO ADIGE Il no si impone anche in regione, dopo un iniziale vantaggio del sì

BOLZANO. Per il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, il risultato del referendum sulla giustizia a livello nazionale è stato «più netto del previsto». Interpellato dall’Ansa, il governatore altoatesino ha spiegato che si attendeva un esito più equilibrato tra il sì e il no, mentre il quadro emerso nel Paese appare più marcato.

Diversa, secondo Kompatscher, la situazione in provincia di Bolzano, dove il voto si è delineato con distacchi contenuti, senza uno scarto netto tra le due posizioni. Ha inoltre ricordato che la Svp non aveva fornito indicazioni ufficiali, poiché la consultazione non aveva effetti immediati sull’autonomia, pur avendo personalmente sostenuto il sì insieme al presidente del partito Dieter Steger.

Sullo stesso risultato interviene anche l’onorevole Alessandro Urzì, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia del Trentino Alto Adige, che sottolinea come a livello regionale il dato appaia «pressoché di parità fra sì e no», riconoscendo una spinta riformista condivisa da quasi metà degli elettori. «Di questo slancio – afferma – vanno ringraziati i cittadini, sia in Trento che in Bolzano».

Urzì evidenzia tuttavia come l’esito rappresenti «una occasione perduta» sul fronte della riforma della giustizia, ribadendo che il Parlamento ha rispettato gli impegni assunti dalla coalizione di governo. Allo stesso tempo sottolinea che il voto va pienamente rispettato e che non vi saranno conseguenze politiche immediate. «La spinta riformista del governo proseguirà», conclude, ricordando che il giudizio sull’operato dell’esecutivo arriverà alla fine della legislatura.

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