Lorenzo Mattotti, i miei 'disegni inevitabili' in 'Sottolebombe'
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Lorenzo Mattotti, i miei 'disegni inevitabili' in 'Sottolebombe'

Martedì 14 aprile 2026
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In mostra in esclusiva alla Fiera Ragazzi di Bologna oltre al suo Pinocchio

(dell'inviata Mauretta Capuano) "Disegni inevitabili". Il grande maestro dell'illustrazione Lorenzo Mattotti ha chiamato così i lavori realizzati improvvisando, sui suoi quaderni. Pennellate in bianco e nero da cui è venuta fuori a un certo punto una serie in cui il soggetto è chiarissimo: le bombe, le esplosioni, le macerie. Trenta di questi disegni sono esposti per la prima volta in esclusiva alla Bologna Children's Book Fair in una lunga parete con il titolo 'Sottolebombe'. "Sono quelle cose che crescono piano piano dentro di te e non sai neanche tu cosa siano. Dei nodi allo stomaco, delle tensioni che devi disegnare, tirare fuori in maniera naturale e certe volte non le vuoi neanche vedere", dice all'ANSA Mattotti che alla Bcfb è protagonista di tanti eventi, dal suo Pinocchio, il celebre burattino a cui la fiera rende omaggio a 200 anni dalla nascita di Collodi, alle illustrazioni della storia di Hänsel e Gretel da cui è partito lo scrittore americano Neil Gaiman nella sua narrazione pubblicata in Italia, ormai anni fa, da Orecchio Acerbo.
    I disegni di Sottolebombe sono "tutti pennello in bianco e nero, immagini che covavano dentro dopo la guerra con l'Ucraina.
    Poi Gaza, ma è una testimonianza di uno stato d'animo e basta.
    Voglio che i disegni parlino da soli nella loro violenza, nella loro astrazione e parlino a chi li guarda" sottolinea Mattotti che vive da trent'anni a Parigi.
    Li raccoglierà in un volume? "Non lo so, non so neppure se farò una mostra. Quello che è certo è che io vorrei scomparire come interprete, vorrei che ci fossero solo i disegni, una testimonianza che si possono anche esprimere questo tipo di emozioni, fuori dal mercato. Non voglio farmi bello con questo tema della guerra, non voglio speculare su questa cosa, mi sembra già orribile. Però mi sembra importante che sia una testimonianza, è la mia maniera di esprimere il mio sconcerto.
    In queste immagini c'è un rapporto diretto tra l'interiorità e l'esterno. Non ci sono schizzi, non mi sono messo a progettare la bomba che scoppia, è l'emozione diretta. Nel mio quaderno ce n'erano una quarantina, ne abbiamo scelti una trentina ingranditi qui a Bologna. Ne ho fatti altri nove su fogli più grandi che esporrò al Festival del disegno di Arles dove in questa edizione il Paese ospite è l'Italia. Il tema è lo stesso, ma essendo più grossi fanno forse più effetto" racconta l'artista. L'uso del bianco e nero e questa possibilità di disegnare in grande, con l'improvvisazione, è partita da Hansel e Gretel, da quelle tavole a cui si è ispirato Neil Gaiman.
    "Nell'ambientazione di Gaiman c'è un periodo di guerra e questo giustifica il fatto della carestia, della povertà, dell'impossibilità di mangiare. Nelle mie illustrazioni i personaggi sono immersi in foreste oscure, l'ispirazione è nata in un periodo in cui studiavo i boschi. I miei ricordi di Hansel e Gretel da bambino erano terribili, era la favola che più mi terrorizzava. Ho fatto grandi immagini che sembravano astratte e hanno incominciato a raccontare in maniera molto potente. Storie misteriose, affascinanti, per me è anche stata una nuova una scoperta. Un nuovo spazio di esplorazione. Nel momento in cui improvvisi, vai a pescare dentro di te" sottolinea Mattotti, fra l'altro autore su questa linea di un grande libro che si chiama 'Oltremai' (Logosedizioni).
    Pinocchio - a cui la Fiera dedica fra l'altro una mostra 'Eccellenze Italiane. I vestiti nuovi di Pinocchio' che poi girerà il mondo - è stato interpretato in vari modi, dalla versione classica al film di animazione di Enzo D'Alò, anche dallo stesso Mattotti. "È un grande classico, è come parlare della Divina Commedia, dell'Odissea, sono quelle narrazioni che non si esauriscono mai, che danno sempre la possibilità di nuove letture, certe completamente esagerate. Mi sono divertito molto di più a fare tutte le immagini metafisiche, le più misteriose, le più strane, surreali del testo da Mangiafuoco al pescatore verde. E poi c'è il lato realistico, povero, la Toscana dei contadini, che è molto neorealista, di cui ha fatto un capolavoro Roberto Innocenti. Per me è stato veramente un libro laboratorio", dice Mattotti che scappa via per partecipare anche all'incontro che la Fiera dedica alla lettura dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza nella versione riscritta dall'Unicef a cui partecipano 42 tra illustratori e autori.
   
   

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