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Rivolta anti-Bolloré, 170 scrittori lasciano la casa editrice Grasset

Venerdì 17 aprile 2026
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Atto di resistenza contro il "licenziamento" dello storico editore Olivier Nora

(di Paolo Levi) "Un atto di coraggio e di resistenza": in Francia 170 scrittori si sono impegnati a non pubblicare più alcun libro con la casa editrice Grasset, una forma di denuncia contro il contestatissimo "licenziamento" del suo storico amministratore delegato Olivier Nora, di cui ritengono responsabile il magnate ultraconservatore dei media Vincent Bolloré. La polemica sta incendiando l'editoria d'Oltralpe in pieno Festival du Livre de Paris, il salone del libro parigino che si è aperto ieri sera con 450 espositori e 1.800 autori riuniti per tre giorni sotto alla volta del Grand Palais. Ad eccezione delle case editrici del gruppo Hachette - primo editore di Francia - tra cui appunto, Grasset, controllato da Bolloré.
    In una lettera aperta pubblicata in seguito alla controversa uscita di Nora dopo 26 anni al comando della casa editrice, la fronda dei 170 autori denuncia, in particolare, un "oltraggio inaccettabile all'indipendenza editoriale" di Grasset. "Siamo autori Grasset, abbiamo pubblicato con Grasset oppure abbiamo un libro in uscita con Grasset, ma non firmeremo il nostro prossimo libro con Grasset", annunciano gli scrittori nell'inedito atto di protesta. Citata dalla France Presse, la romanziera Colombe Schneck racconta che "ci sono stati momenti di tensione perché bisogna sapere che da Grasset c'è gente molto a sinistra, da una parte, e gente molto a destra, dall'altra". Per lei, "era impossibile restare inermi. L'uscita di Olivier Nora è stata la scintilla".
    "Rifiutiamo di rimanere ostaggio di una guerra ideologica che mira ad imporre l'autoritarismo ovunque, nella cultura e nei media", avvertono i firmatari, tra cui autori bestseller come Virginie Despentes, Sorj Chalandon, Bernard-Henri Lévy e Frédéric Beigbeder. Solidarietà anche da parte di Antoine Gallimard: "La nostra solidarietà nei confronti di Olivier Nora e dei suoi autori - scrive lo storico editore in un testo pubblicato sul giornale Le Monde - deve essere totale. La loro resistenza è un atto di coraggio". Gallimard ha pubblicato per lungo tempo i libri dello scrittore franco-algerino Boualem Sansal, che lo scorso marzo ha suscitato scalpore passando a sorpresa da Grasset, dopo il lungo periodo di carcere in Algeria. Secondo Antoine Gallimard, la filiera deve "affermare forte e chiaro che non siamo trofei. I radicalismi politici, quando dettano la governance delle case editrici, costituiscono una minaccia per la libera circolazione", avverte. "Una tale indignazione collettiva,rarissima tra gli scrittori, prova lo shock suscitato da un azionista che sostituisce un editore rispettato con un gestore politicamente orientato", commenta da parte sua il saggista Gaspard Koenig, ex autore della scuderia Grasset. Per il Syndicat de la librairie française, "la cacciata di Olivier Nora segna una tappa supplementare, grave e senza dubbio decisiva nell'adeguamento del gruppo Hachette da parte del suo azionista Vincent Bolloré". Da parte sua, il primo gruppo editoriale di Francia preferisce non commentare. Martedì, la direzione ha annunciato che Jean-Christophe Thiery, ceo di Louis Hachette Group e fedelissimo di Bolloré, prenderà la direzione di Grasset. Diversi responsabili politici, soprattutto a sinistra, denunciano da parte loro le "purghe" nell'editoria nonché "l'offensiva dell'ideologia reazionaria e dei soldi" condotta dal miliardario bretone, secondo le parole dell'ex premier francese, Bernard Cazeneuve. Nel suo discorso inaugurale al Salon du Livre la stessa ministra della Cultura, Catherine Pégard, ha evocato il nome di Olivier Nora, sottolineando il "rapporto di fiducia" che gli editori "stringono con i loro autori".
   

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