All'Aquila riapre il teatro simbolo del sisma, Giuli 'genera meraviglia'
ANSA - Cultura

All'Aquila riapre il teatro simbolo del sisma, Giuli 'genera meraviglia'

Venerdì 17 aprile 2026
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Il ministro collega la riapertura alla storia e partecipazione dell'Aquila

La riapertura del Teatro San Filippo come segno di una riappropriazione collettiva e come passaggio dentro il percorso culturale della città. È il senso dell'intervento del ministro della Cultura Alessandro Giuli all'inaugurazione dello spazio restituito all'Aquila a 17 anni dal sisma. Nel suo discorso, Giuli ha richiamato "lo sguardo appassionato" con cui "il sindaco, le persone, tutta la comunità" vivono "l'orgoglio della riappropriazione, della riapertura, della condivisione di un luogo così importante", parlando del San Filippo come di "un teatro che ha questa storia e che merita di essere celebrato".
    Il ministro ha collegato la riapertura al profilo culturale della città, spiegando che il riconoscimento dell'Aquila si radica nella sua storia e nel coinvolgimento della comunità. "È in questo corredo, in questo deposito vivo, che sta il primato dell'Aquila città capitale", ha affermato. Giuli ha quindi richiamato il tema della "costellazione" - anche in riferimento al titolo del festival di tre giorni che inaugura lo spazio teatrale - indicandolo come immagine capace di riassumere il senso del festival aquilano e il ruolo della città "al centro di una civiltà appenninica". In questo quadro ha parlato di una "forza magnetica attrattiva" che, a suo dire, caratterizza L'Aquila e viene riconosciuta da chi ha avuto modo di lavorare in città. Due, in particolare, i punti evidenziati dal ministro sul San Filippo: da un lato "la grande capacità di recupero di un teatro che ha un'identità stratificata nel tempo, un'identità storica e un'altra funzione sociale", dall'altro la "meraviglia" suscitata dal luogo. "Chiunque entri in un posto del genere dice che meraviglia", ha osservato, collegando questo elemento all'identità barocca dello spazio.
    Da qui il richiamo alla tradizione culturale dello stupore, tra il riferimento a Giovan Battista Marino e l'evocazione del mito di Thaumas e di Iris, descritta come figura che collega "la terra al cielo". "E questa è una funzione della cultura, della bellezza e della meraviglia", ha concluso.
   

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