Dalle sculture alle incisioni, apre in Valle di Susa il Museo Giansone
ANSA - Cultura

Dalle sculture alle incisioni, apre in Valle di Susa il Museo Giansone

Venerdì 17 aprile 2026
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A Sant'Ambrogio un nuovo polo culturale nell'ex maglificio Bosio

"Oggi inauguriamo un nuovo tassello che renderà il nostro Piemonte più attrattivo e più bello". Lo ha detto l'assessore regionale Gian Luca Vignale intervenendo alla conferenza stampa per l'apertura del Museo Giansone, allestito negli spazi dell'ex maglificio Fratelli Bosio a Sant'Ambrogio di Torino, in Valle di Susa.
    Il nuovo museo è dedicato all'opera e all'eredità artistica di Mario Giansone, tra i protagonisti più originali dell'arte italiana del Novecento, e rappresenta anche un intervento di recupero del patrimonio storico locale. "Il nostro comune ha due anime, una medievale rappresentata dalla Sacra di San Michele ed una industriale di fine Ottocento, incarnata dal maglificio dei Fratelli Bosio", ha sottolineato il sindaco di Sant'Ambrogio, Silvano Barella. Presente alla conferenza stampa anche il vicesindaco della Città Metropolitana di Torino, Jacopo Suppo, che ha portato i saluti del sindaco Stefano Lo Russo, auspicando che il museo diventi "non solo un luogo in cui vedere l'arte, ma anche uno spazio di produzione e incontro per giovani artisti", oltre che "un messaggio di crescita, pace e speranza di cui l'arte da sempre è portatrice".
    Il Museo Giansone nasce come luogo di incontro tra arte, memoria e sperimentazione. Su una superficie di 750 metri quadrati, articolata in sette sale, ospita circa 170 sculture, 30 dipinti, 23 xilografie, 20 disegni, 12 incisioni, sei litografie, quattro stencil e un arazzo. Determinante il ruolo della Fondazione Mario Giansone Ets. Il presidente Giuseppe Floridia ha ripercorso le tappe che lo hanno portato a collezionare le opere dell'artista, fino all'individuazione della sede espositiva, grazie alla disponibilità del proprietario dell'ex maglificio, Andrea Bianco. "Io mi sono innamorato delle opere di Giansone perché mi emozionano - ha concluso il professor Floridia - e mi auguro che queste opere possano continuare ad emozionare anche le generazioni future".
   
   

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