Lo spettacolo-omaggio di Massini agli operai Piaggio per 80/o anniversario Vespa
ANSA - Cultura

Lo spettacolo-omaggio di Massini agli operai Piaggio per 80/o anniversario Vespa

Lunedì 11 maggio 2026
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In scena a Pontedera. "Raccontare quella fabbrica è raccontare l'Italia"

La storia di un operaio della Piaggio che è in realtà una storia corale lunga quasi mezzo secolo per raccontare anche l'Italia e i suoi cambiamenti. A Pontedera (Pisa) Stefano Massini porta in scena 'E l'Ape disse alla Vespa: Sì, Ciao - Materiali per un'epica metalmeccanica', in occasione degli 80 anni della Vespa.
    "Racconto la storia di Marcello Montagnani, nome di fantasia - spiega il direttore artistico del Teatro della Toscana -.
    Entra a lavorare alla Piaggio nel 1945, quando la fabbrica riapre, a 17 anni, perché è orfano di guerra e ha una corsia preferenziale. Una storia che si conclude 44 anni dopo, nel 1989, quando va in pensione". E il mondo è completamente cambiato. All'interno del racconto ci sono la moglie conosciuta in fabbrica, il figlio che ripercorre le stesse orme del padre e così anche il nipote. "Raccontare la Piaggio è raccontare l'Italia. Questa fabbrica ne diventa il simbolo", sottolinea ancora Massini. Un Paese che nel Dopoguerra si rialza e inizia a correre con i mezzi dello stabilimento toscano, Ape, Vespa e Ciao che diventano icone, anche oltre confine. "Audrey Hepburn sulla Vespa in Vacanze romane, l'Ape che è il mezzo proletario dove si caricano gli attrezzi per andare a lavorare e si mettono i manifesti per andare alle manifestazioni. E poi il Ciao che è il mezzo degli hippies in California", ricorda Massini.
    Ma è il lavoro, tema caro al drammaturgo fiorentino, l'asse centrale della storia. "Pontedera è una città che vive intorno e all'unisono con questa fabbrica". E nel racconto ritroviamo il grande sciopero del 1962, quando gli operai bloccarono il ciclo di produzione per 75 giorni, così come le tute blu insieme ai colletti bianchi impegnati a mettere in salvo i macchinari durante l'alluvione dell'Era del 1966. "È un grande romanzo popolare - prosegue Massini - che porto in scena accompagnato da una colonna sonora eseguita dal vivo", con Saverio Zacchei e Luca Roccia Baldini, con brani che spaziano da 'Amado mio' e 'Fischia il vento' fino a Lucio Battisti e Vasco Rossi. La data di sabato 16 maggio al Teatro Era è già esaurita e al momento non sono previste repliche. "Però - conclude - poiché racconta una storia nostra, profondamente toscana, mi piacerebbe che si potesse vedere anche in altri posti".
   

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