Il corpo e i 'tagli' di Lucio Fontana, a Roma la danza NoGravity Theatre
ANSA - Cultura

Il corpo e i 'tagli' di Lucio Fontana, a Roma la danza NoGravity Theatre

Lunedì 11 maggio 2026
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Il 15 e 16 maggio in scena nella sede della Accademia Filarmonica

Ritmo, tempo e corpo in movimento richiamando i celebri 'tagli' di Lucio Fontana. È 'Fontana Project', il lavoro della compagnia NoGravity Theatre del regista e coreografo Emiliano Pellisari che l'Accademia Filarmonica Romana propone il 15 e 16 maggio alle 20.30 nella sua sede, in via Flaminia 118 a Roma. "I tagli di Fontana rappresentano possibili aperture verso l'altrove, verso una terza dimensione oltre i limiti imposti dalla piattezza del quadro - spiega Pellisari riferendosi al momento apicale della produzione dell'artista inventore dello Spazialismo - . Il mio lavoro è riaprire il taglio, rimettere in moto le cose seguendo un tempo, quel ritmo sonoro che ci incanta da sempre attraverso il movimento che diventa necessario per percepire il senso del tempo. L'emozione di uno spazio in movimento ci conduce verso ciò che noi chiamiamo arte-nel-tempo, ovvero la nuova arte di Fontana".
    Lo studio - sul palco come performers Mariana/P e Mario Consolazio - è articolato in due momenti performativi intervallati da uno stacco di buio, silenzio e vuoto. Il primo momento prende il nome di Opera Grammaticale n. 1, Grammatica del corpo. Pellisari riapre letteralmente i tagli chiusi sulle tele distese. Lentamente da quell'Oltre così evocato emerge un corpo. È il corpo di Mariana Porceddu, un corpo nudo che si sposta nello spazio in tutta la sua tridimensionalità. Davanti e dietro ai teli bianchi, sopra, sotto, dentro e fuori.
    L'armonia della danza, i giochi di luci, la musica tornano quindi a intrecciarsi in modo sognante nell'Opera grammaticale n. 2, grammatica dello spazio, che costituisce il secondo momento del lavoro. "L'artista è il servo di scena e, interamente vestito in nero, tenta di cancellarsi per lasciare spazio all'incanto visionario della sua creazione. Sottopone a stimoli continui la sua opera, incarnata dalla ballerina ora vestita in bianco. L'artefice cerca continuamente di svelarla per farla emergere. La scova, la cerca, la trova ma la sua opera gli sfugge dalle mani, reagisce alle sue sollecitazioni, muta costantemente".
   

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