Odessa come 'màtria' multiforme in una silloge-poema di Marco Cardetta
Un affresco corale della città prima della guerra in '…dal mare - Nero di Odessa -'
MARCO CARDETTA, '...DAL MARE - NERO DI ODESSA -' (Les Flâneurs Edizioni, pp. 94, euro 12).
Un libro su Odessa - ma nato prima del conflitto russo-ucraino - e una sua rappresentazione poetica in 22 stanze, dove si uniscono arcaismi, dialettalismi, russismi, ucraineismi, yiddish e greco antico. È '…dal mare - Nero di Odessa -', nuovo lavoro poetico dello scrittore pugliese Marco Cardetta per la collana Icone di Les Flâneurs Edizioni (pp. 94, 12 euro).
"Quest'opera è stata concepita, scritta e conclusa prima del 2022 - spiega l'autore -. Non ha nulla a che fare con il conflitto né con le polemiche che ne sono seguite, rispetto alle quali ho scelto esplicitamente di non prendere parte". Ma ciò vuol dire pure che Cardetta aveva già pensato a Odessa come un archetipo universale, ben prima che diventasse un simbolo della guerra.
Lo scrittore racconta nelle stanze, autonome ma interconnesse, un romanzo in versi in cui si intrecciano le voci di Romàn l'ombra inquieta, nonna Ljubka dai ricordi brucianti, il marinaio Mu-Mu tatuato a sua insaputa, Daka il fratello introvabile, Drshy il grande medico sapiente, e zio Pesja e le sue storie pacifiste e militariste. La sua Odessa è una "màtria" di poeti, rifugiati, esuli, mistici e marinai, costruita, distrutta e ricostruita nei secoli da italiani, greci, ebrei, ucraini, russi, turchi, armeni e decine di altri popoli.
Il risultato è un affresco variegato dell'incontro tra l'Occidente e i margini, l'io e il mondo, con una forma che oscilla tra ballata, monologo drammatico, favola grottesca e silenzio, mentre la struttura tipografica si muove tra colonne parallele, indentature, parole isolate nel bianco della pagina.
Il poeta si appresta a portare il volume in tour letterario nelle prossime settimane, dall'appuntamento romano del 25 maggio alla Libreria Giufà fino a quelli in Sud Italia.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA