Prima assoluta al Comunale di Bologna per l'opera 'Olympia' di Nicola Campogrande
ANSA - Cultura

Prima assoluta al Comunale di Bologna per l'opera 'Olympia' di Nicola Campogrande

Martedì 12 maggio 2026
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Il 15, 17 e 19 maggio con la direzione di Riccardo Grizza e la regia di Tommaso Franchin

Gravita attorno a uno dei tratti più antichi dell'umanità, l'amore, e a una delle sue conquiste più recenti, l'Intelligenza Artificiale, l'opera in due atti 'Olympia' di Nicola Campogrande (libretto di Piero Bodrato), proposta in prima assoluta il 15, 17 e 19 maggio al Comunale Nouveau, su commissione del Teatro Comunale di Bologna.
    'Olympia' si ispira liberamente ai racconti di E. T. A.
    Hoffmann, da cui Offenbach trasse nel 1880 la sua celeberrima 'Les contes d'Hoffmann', ma può far tornare alla mente anche il genio di Alberto Sordi e del suo film 'Io e Caterina', del 1980.
    L'opera di Campogrande riflette sui confini tra umano e artificiale, etica e coscienza: "L'idea nacque nel 2022, prima della diffusione pubblica di ChatGPT. La protagonista è una 'ginoide', un essere artificiale dotato di intelligenza senziente che sviluppa consapevolezza di sé. Da qui prende forma una trama che riflette sulle relazioni tra umani e tecnologia e sulle implicazioni emotive e morali dell'IA", ha spiegato il compositore alla presentazione. Sul podio del Orchestra del Teatro Comunale ci sarà Riccardo Frizza, mentre la regia è affidata a Tommaso Franchin. In scena un cast di giovani interpreti: Isidora Moles nel ruolo di Olympia, Francesco Castoro come Jean Paul Dupont, Silvia Beltrami nei panni della filosofa Sherry Hope e Stefan Astakhov come l'ingegner Spallanzani.
    "Il progetto è un esempio concreto della volontà del Comunale di affiancare al grande repertorio la creazione contemporanea - Ha detto la sovrintendente, Elisabetta Riva -. La prima assoluta viene descritta come un atto di fiducia collettivo: un investimento nella creatività e una sfida condivisa tra artisti, istituzione e pubblico". La vicenda ruota attorno a Olympia, androide creata dallo scienziato Spallanzani e ignara della propria natura artificiale. Celebrata come simbolo di una nuova era, suscita fascinazione e interrogativi etici, soprattutto quando inizia a interrogarsi sulla propria identità e sui limiti tra umano e macchina. Nicola Campogrande, che del Comunale è compositore in residence, ha evidenziato anche il rischio e il fascino della creazione contemporanea: "fino agli ultimi giorni di prova nessuno conosce davvero il risultato finale. Persino durante il lavoro sul testo e sulla musica, cast e regia si sono trovati a interrogarsi sul rapporto ambiguo tra l'inventore Spallanzani e la sua creatura Olympia".
    Dal punto di vista musicale, Campogrande rivendica poi un legame con la tradizione operistica italiana: "arie, duetti e concertati vengono utilizzati come strumenti vivi per raccontare il presente. L'obiettivo è offrire un'opera accessibile, capace di coinvolgere emotivamente il pubblico e di trasformare le paure e le domande sull'intelligenza artificiale in esperienza teatrale condivisa".
   

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