Roberto Andò racconta 'Scianna - Il fotografo dell'ombra'
ANSA - Cultura

Roberto Andò racconta 'Scianna - Il fotografo dell'ombra'

Giovedì 14 maggio 2026
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Il primo italiano nell'agenzia internazionale Magnum, il 15 maggio su Rai5

Ogni giorno, da quando ha 15 anni, Ferdinando fotografa tutto: i compagni di oratorio, le ragazze della classe, i morti di Bagheria e la Sicilia intera. Finché un giorno, per la prima volta, Ferdinando Scianna si ferma: "Non capisco perché, ero paralizzato da questo incontro. Le cose che mi disse cambiarono la mia vita". Lui era Leonardo Sciascia, "padre spirituale", "maestro", ma soprattutto "l'amico più importante". Da qui prende avvio "Scianna - Il fotografo dell'ombra", il film che Roberto Andò dedica al primo italiano entrato nell'agenzia internazionale Magnum, in onda venerdì 15 maggio alle 23.35 in prima visione su Rai 5.
    "Un gesto di gratitudine" dice il regista, prima che un ritratto intimo. E lo dichiara: le fotografie di Scianna hanno contato nella sua formazione quanto i libri di Sciascia, dentro quella influenza "in cui si combinano, come sempre accade con la fotografia, la mente, l'occhio e il cuore". Il "colpo di fulmine" dell'amicizia, gli incontri che orientano la vita, gli amici che cambiano lo sguardo e danno una forma al destino.
    Scianna, "figlio dei limoni" ("Perché questo ci ha fatto studiare, ha cambiato la faccia della vita, della famiglia") torna così al suo punto di partenza: alla Sicilia dove il dolore diventa spettacolo e festa, al paese, al "teatro incredibile" della sua strada, al padre che guarda con sospetto il mestiere del fotografo: "Uno che ammazza i vivi e resuscita i morti".
    Andò dispone attorno a Scianna una costellazione di persone decisive: Henri Cartier-Bresson, Gianni Berengo Gardin e la loro amicizia antica ("Da quant'è che vi conoscete?", "Da subito") e ancora Roberto Leydi, Romeo Martinez, gli amici a cui tornare quando le fotografie, rientrando da un viaggio, gli sembrano "uno schifo". Da questa trama escono anche i lavori che ne segnano il percorso: "Feste religiose in Sicilia", nato sotto il segno di Sciascia, i reportage per "L'Europeo", la moda che con Marpessa gli fa scoprire che anche la messa in scena può essere un racconto fatto con la luce. Scianna dice di amare il sole perché fa ombra. L'ombra definisce, rivela, trattiene. Ed è la stessa materia di cui nel film sono fatti anche gli amici: presenze che restano, che accompagnano, che danno forma alla memoria. "Io purtroppo non credo che ci sia un al di là possibile. Però se dovesse esserci un paradiso è una cena con i miei amici".
   

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